Il flop della spesa pubblica: la stretta sui conti che penalizza il Mezzogiorno

di Nando Santonastaso

Dal 2008 la spesa pubblica in conto capitale, quella che alimenta gli investimenti produttivi e dunque il motore dell'economia soprattutto a livello locale, registra un calo di circa 25 miliardi. Ogni anno e in tutta Italia è così. Ma al Sud, che già prima della crisi non godeva certo di una quota maggioritaria sul totale di risorse disponibili (circa 68 miliardi nel 2008), questo freno ha assunto quasi il valore di una resa. Basta leggere le ultime rilevazioni statistiche (Pil, occupazione, opere pubbliche e così via) per rendersi conto che il divario è stato appena scalfito. È per questo che nel clima di nuova incertezza dei mercati sui conti pubblici, di spread in risalita e di incognite preoccupanti sul rating del Paese, l'allarme Mezzogiorno torna a suonare con forza, ammesso che abbia mai smesso di farlo. Sono in tanti a chiedersi se nella Legge di Bilancio ci saranno misure capaci di contrastare l'effetto catastrofico che l'annunciata frenata dell'economia nazionale produrrebbe nel Meridione. E se, al di là dei singoli provvedimenti allo studio (decontribuzione strutturale per i nuovi assunti, Reddito di cittadinanza, clausola del 34% della spesa dei ministeri i più gettonati al momento) si delineeranno impegni programmatici tali da rimettere il Mezzogiorno al centro dell'agenda politica. A cominciare, come ribadisce l'economista Giuseppe Provenzano, vicedirettore della Svimez, «dal rilancio degli investimenti pubblici, argine concreto all'incertezza che deriva dall'indebolimento delle politiche di sviluppo per effetto del rallentamento della crescita». È il nocciolo del ragionamento perché coinvolge da vicino anche misure, come quella del 34%, che pure sembrano in grado di spingere il Sud, «specie se, come la Svimez chiede da tempo, lo scenario di riferimento diventa il settore pubblico allargato, non solo cioè i ministeri», spiega Provenzano.
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Sabato 1 Settembre 2018, 08:30 - Ultimo aggiornamento: 01-09-2018 13:00
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COMMENTA LA NOTIZIA
2 di 2 commenti presenti
2018-09-01 11:16:21
O mettono il SUD in grado di poter competere col resto d'italia o è meglio che il SUD prosegua da SOLO verso il suo destino…..sganciandosi dal resto del paese.
2018-09-01 09:53:22
e voi pensate che quelli del nord ce lo consentiranno? povero mattino

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