Sicurezza, Leonardo blinda le infrastrutture strategiche con Mission Be Tomorrow 2030

Mercoledì 5 Maggio 2021 di Mirko Polisano
Il supercomputer davinci-1 di Leonardo

Per Leonardo, unica azienda italiana dedicata al presidio delle tecnologie strategiche per la sicurezza del Paese, la digitalizzazione è al centro del proprio futuro e degli oltre 31mila addetti (circa 50mila a livello globale) nel nostro Paese. Temi come digitalizzazione e sostenibilità sono trasversali a tutte le iniziative contenute nel piano strategico Be Tomorrow 2030 che indica il sentiero di crescita di lungo termine dell’azienda con orizzonte decennale e oltre. Benché siano state pensate prima, le direttrici sviluppate nel piano coincidono in gran parte con quelle del Next Generation Eu, sostenendo molte delle iniziative che Leonardo è in grado di proporre nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con l’obiettivo di operare una importante collaborazione pubblico-privato. Un partenariato per rendere l’Italia digitalmente sicura, consentire al nostro Paese di confederarsi nel cloud Gaia-X – l’iniziativa europea finalizzata a creare un ecosistema aperto, unificato e regolato di servizi cloud – creare business e posti di lavoro e integrare le capacità tecnologiche di Leonardo connettendosi al supercomputer davinci-1, favorendo così un cambio di modello di gestione di interi comparti nazionali.

IL PERCORSO

L’elemento fondante per realizzare questo percorso virtuoso risiede nello sviluppo della capacità autonoma di supercalcolo grazie all’utilizzo del supercomputer di Leonardo. L’architettura di davinci-1, uno tra i primi cento HPC (High Performance Computing) al mondo per potenza di calcolo e prestazioni, è stata progettata per unire le capacità del cloud con il supercalcolo. In tal modo si è sviluppata una piattaforma integrata, cloud computing, che coniuga flessibilità, sicurezza, e potenza di calcolo permettendo di utilizzare diversi algoritmi, dal deep learning all’Intelligenza Artificiale, personalizzarli in molteplici ambiti applicativi, e calcolare le innumerevoli interazioni fra i dati generati. Le competenze di Leonardo racchiuse nella piattaforma di cloud computing, integrate in una piattaforma tecnologica trasversale, abilitata da un cloud nazionale, possono rappresentare uno degli strumenti primari per l’ammodernamento e il rilancio del Paese, con particolare attenzione a cinque ambiti. Dal global monitoring, il monitorare e mettere in sicurezza le infrastrutture critiche del Paese, alle smart city, incrementando il livello di sicurezza e resilienza delle città favorendo la mobilità sostenibile e la comunicazione diretta con i cittadini; dall’ambito sanitario, contribuendo allo sviluppo di un sistema sanitario efficiente, ad esempio tramite la gestione di una cartella sanitaria digitale e sicura, e interconnesso, alla digitalizzazione della pubblica amministrazione, favorendo quindi l’erogazione di servizi pubblici digitali efficienti e facilmente fruibili, fino alla logistica, contribuendo allo sviluppo di una logistica multimodale connessa, automatizzata e sicura per un’efficace movimentazione di persone, mezzi e merci.

I FLUSSI INFORMATIVI

L’elevato spettro delle attività coperte dalle competenze sviluppate dalla azienda guidata da Alessandro Profumo trova spiegazione nella specifica natura del comparto, l’industria dell’Aerospazio e Difesa, dove l’azienda è uno tra i principali player mondiali, che, per definizione, è alla frontiera dell’innovazione ed è permeato dalla componente digitale in ogni suo aspetto. L’utilizzo di soluzioni intelligenti interconnesse, proprie del settore della Difesa, garantiscono quella rapidità e continuità del flusso informativo, e diventano determinanti per pianificare, in tempo reale, operazioni d’intervento in qualsiasi scenario. E il nuovo ciclo tecnologico sta modificando lo svolgimento delle attività produttive in chiave sostenibile. In Leonardo la sostenibilità abbraccia e permea ogni attività e processo produttivo. L’azienda sta promuovendo un rinnovato approccio al tema in termini di innovazione tecnologica e di processo, ispirato ai Sustainable Development Goals (Sdg) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e ai recenti indirizzi dello European Green Deal. L’applicazione di tali obiettivi interessa anche l’intero network di aziende della supply chain, un ecosistema d’impresa fortemente interconnesso e votato all’innovazione. Una filiera, quella trainata da Leonardo, composta da 4mila imprese, che genera 10,5 miliardi di euro di valore aggiunto, occupa oltre 124mila persone e crea un valore della produzione, fra diretto, indiretto e indotto, pari a circa 22 miliardi di euro, pesando per oltre il 18% sull’export italiano nel settore della manifattura high tech. Entro il 2022, oltre il 75% del valore ordinato dall’azienda dovrà avvenire attraverso piattaforme di collaborazione digitali; l’80% dei fornitori chiave dovrà adottare un processo di sensibilizzazione e formazione in materia di Sdg e dotarsi di strumenti di supporto alla rendicontazione. Ed entro il 2023, i supplier dovranno conseguire il 100% di aderenza ai target definiti da Leonardo su energia verde, riduzione delle emissioni di CO2, riciclaggio dei rifiuti e consumo di acqua.

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Ultimo aggiornamento: 12 Maggio, 14:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA