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Pensioni, la riforma e l'ipotesi dell'assegno in due tempi; cosa è e come funziona

Sabato 7 Maggio 2022
La riforma delle pensioni potrebbe arrivare entro fine anno

I tempi non sono ancora noti. Ma entro la fine dell’anno si dovrebbe arrivare ad una riforma delle pensioni, magari nella prossima Legge di Stabilità, per evitare che dal primo gennaio 2023 si torni ai requisiti previdenziali pieni della legge Fornero. Dipende anche dallo scenario ancora complesso del dialogo tra sindacati e governo. L’ipotesi è che si arrivi a una riforma che permetta di andare in pensione in due tempi. Si tratta del cosiddetto anticipo pensionistico contributivo. Un meccanismo che prevede il pagamento di una quota della pensione, calcolata proprio con il sistema contributivo, prima dei 67 anni. Mentre la quota retributiva è riconosciuta solo con la maturazione dei requisiti Inps per l’accesso alla pensione di vecchiaia. Il governo - e il premier Draghi - giocano ancora con le carte coperte. L’unica certezza, ed è stato proprio il presidente del consiglio ad affermarlo, è che nella legge di bilancio per il 2022 Quota 100 verrà messa da parte, venendo sostituita con una formula meno impattante sui conti pubblici. Vediamo, comunque, i dettagli dell’ipotesi “pensione in due tempi”.

COS’È

Lo sponsor della proposta è il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, che la considera come l’unica soluzione «davvero flessibile e finanziariamente compatibile» nei costi e dalla platea molto più consistente di quanto abbia mai portato a casa la sperimentazione leghista. L’ipotesi è di anticipare, per chi abbia compiuto 63-64 anni e volesse lasciare il lavoro, solo la quota contributiva della pensione rinviando l’assegno totale, comprensivo anche della parte retributiva, al compimento dei 67 anni. Una volta raggiunta la pensione di vecchiaia invece al lavoratore spetterà l’assegno pieno, completo di quota retributiva e quota contributiva.

LA PLATEA

Non si tratta di una strada obbligata. Ma piuttosto di una opportunità di scelta con costi per le casse dello Stato, nel medio periodo, sostanzialmente azzerati, a quanto afferma Tridico. Secondo le stime dell’Inps, sarebbero circa 203 mila le pensioni aggiuntive attivabili tra il 2022 e il 2024, cui sommarne altre 129mila dal 2025 al 2027 per un totale complessivo di 332mila pensioni dal 2022 al 2027. E anche i costi si aggirerebbero intorno ai 4,2 milioni di euro tra il 2022 e il 2027 che sarebbero poi recuperati da risparmi di spesa che dal 2027 al 2031 potrebbero ammontare a circa 2 miliardi di euro complessivamente. I REQUISITI Per accedere al pensionamento in due tempi, ricorda ancora Tridico, oltre al requisito di età, almeno 63-64 anni occorre essere in possesso di almeno 20 anni di contribuzione e aver maturato al momento della scelta una quota contributiva di pensione di importo pari o superiore a 1,2 volte l’assegno sociale. Questo per circoscrivere la platea che potrà accedere al pensionamento anticipato ed evitare assegni poveri.

Ultimo aggiornamento: 9 Maggio, 12:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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