Reddito di cittadinanza, le domande anche ai Caf: ora c'è l'accordo con l'Inps

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di Francesco Pacifico

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Per compilare gli Isee in più rispetto al passato e inviare le domande del reddito di cittadinanza all'Inps avevano chiesto ulteriori 25 milioni di euro. Ma alla fine i Caf si sono accontentati di 15. Ieri la Consulta dei centri di assistenza fiscale e l'istituto di previdenza hanno stipulato la convenzione per permettere a queste strutture di accedere alla macchina del reddito.

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Le parti, da un lato, hanno confermato l'intesa stretta un anno fa per redigere la documentazione necessaria per richiedere il Rei e che vale 102 milioni di euro: 82 milioni a carico dell'Inps e 20 milioni dal governo per rimborsare fino a 6.200.000 di pratiche per elaborare i redditi patrimoniali. Dall'altro i Caf si vedranno riconoscere 15 milioni per inviare allo stesso Inps le domande per ottenere il sussidio. Resta aperto il nodo delle pratiche in più rispetto allo scorso anno: i Caf hanno calcolato che quest'anno potrebbero redigere oltre 8 milioni di Isee, quindi due milioni in più, anche perché rispetto al passato lo strumento è anche necessario per aderire alla rottamazione di vecchie cartelle esattoriali con la pace fiscale. La convenzione firmata ieri prevede che l'Inps si impegni a pagare tutte le dichiarazioni oltre il tetto dei 6.200.000 milioni. Calcolando che ogni Isee, gratis per i contribuenti, costa all'istituto di previdenza 12,70 euro, si potrebbe avere un'extraspesa di oltre 25 milioni di euro.

LA SCADENZA
Dal prossimo 6 marzo, quindi, i disoccupati o gli occupati con salari molto bassi potranno presentare le domande per ottenere il reddito di cittadinanza anche ai Caf e non soltanto alle Poste. «Grazie a questa intesa - ha commentato il sottosegretario all'Economia, Laura Castelli - si attiva un ulteriore canale». A dare un'accelerazione al dossier è stato il neo commissario dell'ente, e padre del reddito, Pasquale Tridico. Spiega Giovanna Ventura, presidente dei Caf della Cisl: «Il professor Tridico ha capito le nostre richieste, i soldi in più ci servono per assumere personale». Intanto il governo si mostra curiosamente attento, anche oltre i limiti, alle esigenze di queste strutture: a firma del viceministro Castelli è passato un emendamento al decretone che cancella le sanzioni per i Caf, se vengono commessi errori nella compilazione delle dichiarazioni dei redditi. È saltata invece la proposta della maggioranza di cancellare i paletti esistenti (rappresentare associazioni con almeno 50.000 iscritti e aver trasmesso al fisco almeno 160.000 modelli 730 l'anno) per autorizzare l'attiva di centro di assistenza fiscale. Una misura ben vista dai professionisti, ma osteggiata dai Caf.


 
Sabato 2 Marzo 2019, 10:55 - Ultimo aggiornamento: 4 Marzo, 17:40
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