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Rottamazione, le nuove scadenze per mezzo milione di contribuenti: il 9 maggio termine per i pagamenti del 2020

È legge la riammissione di chi era stato escluso per non aver versato le rate entro il 9 dicembre

Mercoledì 30 Marzo 2022 di Luca Cifoni
Rottamazione, le nuove scadenze per mezzo milione di contribuenti: il 9 maggio termine per i pagamenti del 2020

Sono 530 mila i contribuenti che avranno la possibilità di rimettersi in regola con rottamazione ter e saldo e stralcio, i due provvedimenti di sanatoria relativi alle cartelle esattoriali, introdotti originariamente nel 2018.

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Rottamazione, le nuove scadenze

É in Gazzetta ufficiale la legge di conversione del decreto Sostegni ter che ha fissato le nuove scadenze per coloro che non erano riusciti a pagare le rate del 2020 e del 2021 entro il termine che era stato fissato al 9 dicembre scorso. Le nuove date sono il 30 aprile per le rate in scadenza nel 2020, il 31 luglio per quelle del 2021 e il 30 novembre per le rate del 2022 della sola rottamazione ter. Chi effettua i versamenti rispettando questo calendario manterrà i benefici di cui godeva precedentemente.


Siccome però una norma già in vigore da tempo prevede in questi casi cinque giorni di tolleranza, la prima scadenza (considerando anche i giorni festivi) può arrivare al 9 maggio: saranno considerati validi i pagamenti perfezionati entro quel giorno. E lo stesso vale per le altre date. Chi però andrà oltre o verserà solo una parte del dovuto perderà i benefici dell'agevolazione: le somme pagate verranno trattenute come acconto.

LA MAPPA
Veniamo alla distribuzione geografica della platea potenziale: come accennato si tratta dei contribuenti che al momento risultani decaduti a causa del mancato versamento entro il 9 dicembre scorso. Tra le Regioni, il Lazio è al primo posto con 77.719 interessati, seguito dalla Campania con 65.209 e dalla Lombardia con 64.752. Al quarto posto si trova la Puglia con 39.565 contribuenti, poi ci sono Toscana (38.542), Sicilia (35.793), Emilia Romagna (29.837), Calabria (29.261), Piemonte (28.459), Veneto (27.908), Sardegna (21.883), Liguria (14.200), Marche (13.987), Abruzzo (13.951), Umbria (10.306), Friuli Venezia Giulia (6.849), Basilicata (6.550), Trentino Alto-Adige (3.391), Molise (3.046) e infine la Valle D'Aosta con 1.047 contribuenti. Tra le città, la prima è Roma con 56.236 contribuenti interessati (dunque oltre il 10 per cento del totale) seguita da Napoli (33.337), Milano (30.050), Torino (15.757 ) e Salerno (14.080).

LE MODALITÀ
Le modalità per pagare sono le stesse previste in precedenza. Dovranno essere utilizzati i bollettini già inviati da Agenzia delle entrate-Riscossione e riferiti alle originarie scadenze delle rate di ciascun anno: in caso non siano più disponibili si possono chidere anche sul sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it. È possibile saldare presso la propria banca, agli sportelli bancomat abilitati ai servizi di pagamento Cbill, attraverso l'internet banking, agli uffici postali, nei tabaccai aderenti a Banca 5 SpA e tramite i circuiti Sisal e Lottomatica, sul portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it e con l'App Equiclick tramite la piattaforma PagoPa. Resta anche l'opzione di recarsi direttamente agli sportelli ma esclusivamente su appuntamento, che va prenotato sul sito nella sezione Trova lo sportello e prenota. Infine, è possibile effettuare il versamento mediante compensazione con i crediti commerciali non prescritti, certi, liquidi ed esigibili maturati per somministrazioni, forniture, appalti e servizi nei confronti della Pubblica amministrazione.

Ultimo aggiornamento: 14:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA