Podini, il manager venuto dal Nord:
«I miei dipendenti la mia ricchezza»

Martedì 29 Gennaio 2019 di Antonio Menna
Non chiamatelo padrone, al massimo patron. Tanti auguri dai tuoi dipendenti, presidente, gli hanno scritto i lavoratori Md discount nel giorno del suo 80esimo compleanno, che è anche il 25esimo anniversario del gruppo commerciale di cui è ancora alla guida. Non gliel'hanno appuntato su un biglietto d'auguri ma su pagine intere di giornali, pagate con i loro soldi. Tanti auguri a Patrizio Podini, nato a Bolzano e sceso al Sud. Con tanto di festa a Villa Pignatelli, ieri sera: lavoratori, familiari, uno accanto all'altro, amici come la testimonial Antonella Clerici e l'attore Giancarlo Giannini, per raccontare tutti insieme questa curiosa storia italiana.
 
Una storia di successo, naturalmente, altrimenti non ci sarebbe niente da festeggiare. Ma anche una storia anomala, di migrazione all'incontrario: un camminamento verso Sud, da Bolzano a Caserta e poi Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata e Calabria. Oggi Md è leader nazionale della grande distribuzione italiana: 750 negozi, 7mila dipendenti, 2 miliardi e 300mila euro di fatturato nel 2017. In venticinque anni, un piccolo marchio cresce come una città. Uffici al centro direzionale di Napoli nel 1994, il primo punto vendita a Mugnano, lo stesso anno. Poi il quartier generale a Gricignano d'Aversa, nel 1995. Dopo quattro anni, i negozi sono già cento. Mai una chiusura, solo nuove aperture. Con questa curiosa particolarità: da Bolzano a Napoli, sulle gambe ben piantate di questo solido 80enne a cui non manca il coraggio. Poche parole, molti fatti. «Non potrei vivere senza il mio lavoro dice neppure adesso che ho 80 anni. Potrei riposarmi ma non mi sento stanco, anche se ho vissuto una vera epopea». Molto sacrificio, un solo «vizio»: le Ferrari, di cui ha una vera collezione. La prima comprata nel 1974. Podini ci ha fatto anche qualche gara amatoriale. «Le auto sono un po' come la vita: se sai domarle non ce n'è per nessuno».

Ma non è una storia di lussi e agi, quella di Podini, quanto di lavoro e impegno. Genitori commercianti: piccolo negozietto di alimentari accanto alla stazione di Bolzano. Il classico emporio con l'abitazione sopra. Casa e puteca, diremmo a Napoli. Nove fratelli, tra il primo e l'ultimo quindici anni di differenza. Patrizio è l'ottavo. «A quei tempi i figli erano ricchezza», dice il presidente. Seconda guerra mondiale. La scuola è un lusso, o una perdita di tempo. Podini scende subito di un piano, dopo le superiori fatte senza passione va a sporcarsi le mani nell'attività di famiglia. Ma un solo negozio gli sta stretto. Vola a Vienna non così distante per studiare il commercio del nord e lì scopre i supermercati. Ne apre subito a Bolzano ma la grande idea è il supermarket dove i prodotti costano la metà. Il discount. In Germania e Austria vanno già forte negli anni Sessanta. Lui studia il modello e lo insedia in Italia. Scala il gruppo Selex, poi il marchio A&O, ma la grande intuizione deve ancora arrivare ed è tutta geografica. La scelta strategica che fa la differenza. I grandi marchi scalano il Nord, lui va alla scoperta del Sud. Allora si insedia in Campania. Con la società Lillo nasce il marchio Md discount. Mugnano, Gricignano, Puglia, Calabria, Enna, Bitonto e poi le acquisizioni: il gruppo Bse nel Lazio e poi Ld market, la vera esplosione con i suoi 320 punti vendita.

Sei centri di distribuzione, Md (nato come Mida) è il secondo operatore italiano (15% del mercato e presenza in 19 regioni) con un fatturato cresciuto dal 2014 (in piena crisi) del 130% e nuovi investimenti programmati entro il 2021 per un miliardo (180 nuovi negozi, 2mila dipendenti da assumere). Il tutto con testa trentina e salde radici al Sud, dove investire evidentemente si può, contro tutto e tutti: ci vogliono coraggio e visione. «Se considero la storia della mia attività imprenditoriale ricorda Podini non ho rimpianti. Rifarei tutto un'altra volta. Le sfide, le difficoltà, la conquista del Sud, il ritorno al Nord e l'idea di un'azienda che unisse il Paese. Un grande marchio per la buona spesa. E non sono stanco». Va aggiunta l'umanità di chi si mette ai comandi dopo essere stato nelle retrovie. «Io penso con gratitudine a tutti quelli che lavorano per me dice Podini La ricchezza di un'azienda è rappresentata innanzitutto dalle persone che vi lavorano. Nessun imprenditore dovrebbe mai dimenticarlo». Ma questo lato della storia non la raccontano i capi. La raccontano i dipendenti. Due anni fa, una indagine dell'istituto indipendente tedesco di ricerca Statista puntò sulla qualità del rapporto tra imprese e dipendenti in Italia, con questionari anonimi compilati da oltre 15mila lavoratori di 1900 aziende con più di 250 dipendenti. Dodici domande su qualità dei rapporti, della retribuzione, dell'ambiente, per capire quale fosse il posto migliore in Italia dove lavorare. A Md toccò un lusinghiero secondo posto nel settore della vendita e della grande distruzione, prima di Ikea, portato spesso a modello, e di altri grande catene. Nasce probabilmente da qui la riconoscenza, questo legame profondo tra chi guida e chi esegue, così profondo da comprare una pagina sui quotidiani per dirgli Buon compleanno, presidente; da organizzare una festa per un grazie; da comporre una vera monografia sentimentale per raccontare una storia così poco italiana. Una storia del Sud nata a Bolzano. © RIPRODUZIONE RISERVATA