Whirlpool, Di Maio rivuole i fondi dati ma l'azienda li ha già spesi tutti

di Francesco Pacifico

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Entro mercoledì prossimo Luigi Di Maio ha fatto sapere ai vertici di Whirlpool di aspettarsi «soluzioni alternative» per non chiudere lo stabilimento di via Argine. Ma al Mise, a ben guardare, sono al momento abbastanza pessimisti sull'esito del tavolo che si terrà in via Veneto. E per questo affilano le armi a disposizioni per portare a più miti consigli gli americani: da un lato, un provvedimento normativo - forse un emendamento al decreto crescita ma molto più probabilmente un decreto - per frenare la chiusura o la fuga delle imprese che hanno ottenuto incentivi dal governo; dall'altro, avviare una procedura per bloccare un finanziamento da 8 milioni di euro diretto alla multinazionale americana proprio per il sito napoletano. Due strade difficili da percorrere, vuoi perché la legislazione europea sugli aiuti rende quasi impossibile per gli Stati farsi restituire quanto già erogato, vuoi perché il finanziamento che Di Maio punta a ritirare è stato erogato 5 anni fa e già speso.
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Domenica 9 Giugno 2019, 08:30 - Ultimo aggiornamento: 09-06-2019 13:21
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1 di 1 commenti presenti
2019-06-09 12:20:54
LI hanno già spesi ma resta la fabbrica e i macchinari e se non bastano si precettano i dirigenti che hanno utilizzato quei soldi in modo anomalo. C'è solamente da rendersi conto di una piccola cosa insignificante: la società è americana ossia siamo sotto scacco di Trump che si imbestialirà per aver fatto un simile affronto agli USA. Di Maio dovrà fare un piccolo censimento di quanti in Italia lavorano e guadagnano con gli americani nelle basi militari in giro per l'Italia. Provate a fare una piccola ricerca su internet e vi accorgerete che sono tantissime. Basta delocalizzarne verso la ex Iugoslavia alcune e siamo in piena crisi

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