Bollette troppo alte, i gestori della piscina di Alatri si arrendono: «Non ce la facciamo, chiudiamo»

Il responsabile: con un passivo di 25mila euro al mese è impossibile andare avanti

Bollette troppo alte, i gestori della piscina di Alatri si arrendono: «Non ce la facciamo, chiudiamo»
di Andrea Tagliaferri
Venerdì 23 Settembre 2022, 08:36 - Ultimo agg. 20:19
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Caro energia e crisi economica, anche la piscina comunale di Alatri è costretta alla chiusura. Si spera in una decisione temporanea, anche se le prospettive non fanno prevedere nulla di positivo all'orizzonte. Gli eccezionali eventi internazionali degli ultimi mesi e la scia degli effetti della Pandemia, infatti, rendono difficoltosa la gestione in equilibrio delle piscine coperte che sono degli impianti energivori. Agli attuali prezzi, il solo costo di gas e luce, come evidenziato senza pietà dalle ultime fatture ricevute in estate dai gestori della piscina comunale di Alatri, la perdita supera le stime, anche più ottimistiche, dei possibili incassi derivanti dalle attività.

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«Fatturavamo una media di 30 mila euro al mese nei periodi normali - ci racconta quasi in lacrime il responsabile della gestione, Daniele Sistopaoli, uscendo dalla difficile riunione con i venti lavoratori che rimarranno a casa - ma oggi le spese si aggirano sulle 55 mila euro, con un passivo di 25 mila euro al mese. Davvero insostenibile. Abbiamo superato ogni vicissitudine in passato e chi ci conosce lo sa, questa però è una crisi strutturale che non so se ha vie d'uscite a breve».

BOLLETTE ESORBITANTI

«Ad agosto - racconta il responsabile- con soli 3 giorni di apertura dell'impianto, sono stati consumati 220 metri cubi di gas, per un importo in bolletta di 800 euro. Visto l'utilizzo del riscaldamento in autunno e inverno, quella cifra oggi sarebbe giornaliera e solo di gas. Unita all'energia elettrica si parla di 1300 euro di media al giorno, senza contare l'acqua, i prodotti disinfettanti, il personale e quant'altro». Anche il consorzio Parsifal, a cui afferisce la polisportiva Sport Popolare che gestisce in concessione la struttura- deve arrendersi all'evidenza dei numeri.

«Le piscine coperte - dichiarano - sono impianti energivori. Anche l'ipotesi più ottimistica, alle attuali condizioni, consegna ai gestori una previsione di perdita ingente, con conseguenti alti debiti, non sostenibili nel breve periodo e non recuperabili nel medio. La situazione è tale da rendere di fatto quasi ininfluente l'eventuale moratoria del canone concessorio o il possibile aumento dei prezzi al pubblico. In Italia il 70% delle piscine coperte difficilmente riaprirà».

IL TAVOLO TECNICO

È stato aperto un tavolo in cui siedono l'uno accanto all'altro il gestore (la società polisportiva Sport Popolare afferente al Parsifal) e l'ente concessore, ovvero il Comune di Alatri, con lo scopo di analizzare tutte le soluzioni possibili per raggiungere un accordo che possa soddisfare le parti. Si è parlato anche di canone della concessione ma, come dichiarato dal consorzio, la situazione è così grave che neanche l'azzeramento dello stesso sarebbe sufficiente.

«Le prossime settimane - fanno sapere i gestori - saranno dedicate ad uno stretto monitoraggio dell'andamento dei costi e dei ristori deliberati dal Governo, ma di cui ancora non si conoscono né quantità, né modalità di accesso né tempi di erogazione. Per questo saremo a stretto contatto con l'Amministrazione Comunale che ringraziamo per l'interessamento e per la disponibilità».

La speranza degli operatori è che anche la Regione Lazio, così come altre regioni (vedasi il caso Abruzzo), stanzi risorse aggiuntive a beneficio dei comuni o delle società sportive in modo da consentire la ripresa dell'anno sportivo in condizioni quasi normali. I fondi del PNNR- chiosano dal Parsifal- che probabilmente arriveranno, potrebbero essere tardivi e insufficienti».

Sono centinaia i messaggi di vicinanza e di richiesta informazioni sui tempi della riapertura che stanno arrivando ai gestori tramite ogni canale possibile, pubblico e privato. Del resto la piscina di Alatri - a regime- ospita in media 2000 persone a settimana dell'intero comprensorio tra corsi di nuoto e altre attività.
 

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