Porto di Napoli, l'affondo degli armatori: «Lavori fermi, fondi a rischio»

di Antonino Pane

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Porto fermo, porto in movimento. I fronti si contrappongono con sempre maggiore forza man mano che ci si avvicina alla scadenza delle prime rendicontazioni dei fondi europei. Gli armatori sono quelli più agguerriti, il presidente del Terminal Napoli, la società che gestisce la stazione marittima, Salvatore Lauro, ha rotto gli indugi e subito sono piovute prese di posizione su quelli che vengono definiti «ritardi pericolosi perché rischiano di far revocare i finanziamenti europei».

Ed è proprio il rappresentante degli armatori in seno all'organismo di partenariato, il comandante Raffaele Aiello, che tira le somme: «Il porto di Napoli - dice - sembra essere diventato un set, un luogo dove organizzare eventi e spettacoli. Non si fa nulla per le navi, per gli aliscafi, per le infrastrutture a mare. Ma vi sembra possibile che nel 2018 ancora si attracca in andana, con l'ancora a mare? Ditemi in quale porto esiste ancora questo modo di ormeggiare. L'80% delle navi a Napoli sono costrette a queste manovre. Sono anni che diciamo queste cose, sono anni che denunciamo il porto-parcheggio. Le risposte? Solo parole». Ferma anche la posizione di Salvatore Di Leva, amministratore di Alilauro-Gruson. «Siamo stanchi di sentire promesse. Non si vedono cantieri, eppure ascoltiamo solo proclami. Con questi ritmi restituiremo di nuovo all'Europa buona parte dei fondi stanziati per i porti di Napoli e Salerno».
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Martedì 11 Settembre 2018, 11:00
© RIPRODUZIONE RISERVATA



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1 di 1 commenti presenti
2018-09-11 14:55:25
tutta colpa del governo...grazie sindaco....

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