Stadio San Paolo, il piano segreto
per fare pace con De Laurentiis

Giovedì 11 Ottobre 2018 di Luigi Roano
Quattro sedute del Consiglio comunale monotematiche, la prima lunedì sullo stadio San Paolo e sul rapporto tra Comune e SSC Napoli di Aurelio De Laurentiis conflittuale e con molti soldi che ballano. Una sfida che il Consiglio lancia al sindaco Luigi de Magistris e alla sua giunta che fino a oggi con De Laurentiis non hanno trovato un modo di accordarsi sulla gestione dell'impianto di Fuorigrotta. Il patron - causa i lavori che interessano il San Paolo per le Universiadi del 2019 - non ha lanciato nemmeno la campagna abbonamenti. C'è una guerra in corso che vede il Comune e il Consiglio contro il Napoli, un ossimoro.
 
Per ora è un'idea, però in Comune stanno valutando una strada per un accordo che non sia la convenzione per più anni - impossibile da fare dati i lavori in corso - ma una sorta di concessione che consentirebbe al Comune di incassare una cifra forfettaria annuale e di scongiurare un contenzioso con la Società e al Napoli di risparmiare. Conti alla mano, a De Laurentiiis giocare al San Paolo costerà una cifra tra i 4 e i 6 milioni. In regime di convenzione, al netto della manutenzione del terreno di gioco, non si arrivava a un milione. La Società ogni volta che il Napoli gioca a Fuorigrotta deve versare il 10% dell'incasso oltre alla tariffa. C'è stato un riavvicinamento tra le parti qualche settimana fa quando De Laurentiis è riuscito ad avere il cronoprogramma dei lavori all'impianto. Questo il quadro della situazione. È bene chiarire che il piano per ora è tutto dentro le stanze del Comune, e per farlo uscire serve l'avallo politico e amministrativo del Consiglio comunale. Dal punto di vista contabile i rapporti tra Comune e Società sono stati definiti fino a tutto il 2015 ovvero quando la convenzione era in essere. Da allora oggi il rapporto formale tra le partiti è una selva oscura.

Per gli eletti del popolo si presenta l'occasione di chiedere alla giunta e all'assessore allo Sport Ciro Borriello lo stato dell'arte da un punto di vista contabile e di trovare una soluzione per sanare il rapporto tra Comune e Società. C'è in tutti la volontà politica di arrivare a questo risultato?

Carmine Sgambati, presidente della commissione Sport del gruppo demA è fiducioso: «Credo - racconta - ci siano i presupposti perché si trovi un accordo che accontenti tutte le parti, una cosa è certa: non può più esistere lo schema che il Consiglio comunale e il Comune siano contro il Napoli». Facile a dirsi più difficile a farsi ne è convinto Mimmo Palmieri presidente della commissione Trasparenza del gruppo Napoli Popolare: «La volontà c'è, ma la giunta si è imbucata in un vicolo quasi cieco. Il braccio di ferro con De Laurentiis ha prodotto due cose: è stata riconosciuta al presidente la partita del dare e dell'avere fino al 2015. In secondo luogo, però, dal 2015 a oggi il Comune non ha nulla in mano. E il nodo va sciolto». Nino Simeone presidente della commissione Trasporti e Infrastrutture del gruppo Agorà pone altre questioni: «Prima di tutto lunedì il Consiglio deve sapere dall'amministrazione come stanno le cose. A che punto stanno i lavori dello stadio e porre come priorità l'installazione dei bagni. Chiarito questo, la volontà di chiudere questa pagina di litigi c'è, il presidente però deve pagare come pagano tutti gli utenti». Ultimo aggiornamento: 09:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA