«Tangenziale di Napoli, pedaggio per almeno altri 20 anni»

Domenica 21 Ottobre 2018 di Pierluigi Frattasi
«Il pedaggio della Tangenziale di Napoli è un'anomalia. Gli oltre 8 milioni di transiti all'anno consentono un'entrata per la società di circa 66 milioni di euro che i cittadini purtroppo saranno costretti a pagare fino al 2037. Ma è proprio necessaria questa spesa?». Se lo chiede il consigliere comunale Gaetano Troncone, in un corposo dossier sulla convenzione della Tangenziale di Napoli inviato al ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. Secondo Troncone, attraverso una formula matematica inserita nella convenzione, il pedaggio sarebbe automaticamente prorogato - e rivisto periodicamente in aumento (dai 75 cent del 2009 a un euro di oggi) - in base agli investimenti per i lavori di ampliamento effettuati dalla società di anno in anno. Non solo, con l'ultima modifica statutaria, secondo il consigliere, l'ambito degli investimenti sarebbe stato esteso oltre che ai lavori sulla rete autostradale, anche a quelli edilizi.

«Esiste una convenzione che è regolata dalla legge», il commento di Tangenziale di Napoli, che non entra nel merito delle polemiche politiche. La società, peraltro, da anni è impegnata costantemente a tenere in perfette condizioni tutta la rete autostradale cittadina. Ogni anno gli investimenti riguardano soprattutto lavori di manutenzione, pulizia, decoro e messa in sicurezza della Tangenziale, che ad oggi risulta una delle strade meglio tenute al mondo.
 
«Il pedaggio - questo il succo del report di Troncone - era stato istituito inizialmente a compensazione dei costi di costruzione della Tangenziale, realizzata nel 1972, pari a 46 miliardi di lire. La concessione sarebbe dovuta terminare nel 2001. Ed è stata rinnovata solo nel 2006, quando il ministero dei Trasporti, la Società Autostrade, oggi Atlantia, insieme a Tangenziale decidono che è necessario per la città ampliare l'uscita della zona ospedaliera». «Grazie ai lavori, la concessione, in base alla formula matematica inserita nel documento, viene prorogata di altri 36 anni, fino al 2037. A che titolo - si chiede il consigliere - Tangenziale dopo la scadenza della concessione nel 2001 ha continuato a riscuotere il pedaggio per 5 anni? Come sono stati utilizzati quei 330 milioni?».

«A cavallo dell'ultimo rinnovo di concessione», secondo Troncone, sarebbe stata inserita una «modifica statutaria che avrebbe ampliato gli investimenti, prevedendo anche la progettazione e la costruzione di edifici», dei quali, sottolinea, «non si capisce quale sia la funzione», considerando che Tangenziale ha solo 351 dipendenti, di cui 143 casellanti (9 in meno rispetto all'anno scorso), e che aumenta il ricorso alle casse automatiche, mentre al Centro Direzionale ci sono uffici per 1.400 metri quadrati. Troncone punta il dito sulla formula della convenzione, e in particolare, spiega, sulla «variabile K, a cui corrispondono gli investimenti, ovvero i lavori che Tangenziale realizza anno dopo anno. Per cui più cresce K più aumenta il pedaggio». Non mancano le critiche anche al Comune: «A dispetto degli annunci di abolizione del pedaggio, l'amministrazione de Magistris non ha preso alcun provvedimento, anzi le azioni messe in campo hanno di fatto favorito l'aumento degli investimenti, come la delibera 606 del 2013, che ha consentito un investimento di 11 milioni per allargare il casello di Capodichino». «Chiedo - conclude Troncone nella nota al ministro - di fare chiarezza sulle motivazioni che hanno consentito il prolungamento della concessione fino al 2037 e di sapere se esistono gli estremi per dichiarare la decadenza della concessione. E che venga invertito drasticamente il trend degli investimenti inutili al fine di far diminuire il costo del pedaggio, fino a eliminarlo, come avviene nel resto d'Italia e d'Europa».

Nel report, quindi, si elencano tutti i cantieri fatti e da fare. Tra quelli realizzati: «L'ampliamento della stazione di Capodimonte (3,3 milioni), il fabbricato della stazione di corso Malta, con pensiline, segnaletica, recinzione e percorso pedonale (24,8 milioni), la nuova barriera con palazzina di 3 piani in zona ospedaliera, che era vincolata paesaggisticamente (7,6 milioni). Lo svincolo di Fuorigrotta (1,3 milioni). Tra quelli futuri: stazione Astroni (4,5 milioni), ampliamento stazione Agnano (2,4 milioni) e Vomero (3,4 milioni), stazioni Camaldoli (2,7 milioni) e Arenella (11 milioni, di cui 6 per una piccola palazzina)». © RIPRODUZIONE RISERVATA