Space Apps Napoli 2019, vince il progetto ecosostenibile

Lunedì 21 Ottobre 2019 di Mariagiovanna Capone
Diciannove progetti, quasi 200 partecipanti, 2 giorni di hackathon: questi i numeri della quinta edizione partenopea di Space Apps 2019, il più grande hackathon al mondo, dedicato e aperto a tutti gli appassionati di Spazio e promosso dalla NASA.

Sul gradino più alto del podio sale il gruppo Seaherd con il progetto Jellybot, che si aggiudica così il primo premio da 1.300 euro messo in palio dal Consolato degli Stati Uniti. «Ci siamo occupati del problema delle microplastiche all’interno dell’ecosistema oceano, attraverso la progettazione di ‘jellybots’ che mediante l’uso di una membrana raccolgono la microplastica mentre si autosostengono energeticamente», ha dichiarato il leader del gruppo Tommaso Papagni. 

Challenge selezionata: Trash Cleanup
Componenti del gruppo: Tommaso Pagni, Domenico De Luca, Giulio Uzzi, Carlo Baruffini, Ada Russo, Anna Lisa Maddaloni, Andrea Altomonte, Pasquale Vittoriosi, Rosalba Castaldo, Andrea Lugani. 

Medaglia d’argento agli Apollo 11: gli 11 componenti del gruppo si sono messi nei panni di ipotetici Regional Green Engineer e hanno vinto il secondo premio da 1.000 euro messo in palio dal Consolato degli Stati Uniti, presentando il progetto Greenification. Si tratta di «un ecosistema di app differenziate, per il settore professionale e per il mercato consumer, che aiuta a selezionare le migliori piante da piantare in ogni punto del mondo per mitigare le avversità climatiche. Le nostre app sfruttano un misto di tecnologie all’avanguardia - dati satellitari, machine learning, augmented reality - per dare i migliori risultati possibili», ha spiegato il team leader Francesco Tirsi.   

Challenge selezionata: Rise to Resilience
Componenti del gruppo: Francesco Tirsi, Umberto Ciavattone, Salvatore Capuozzo, Lello Marasco, Vincenzo Emanuel Di Gennaro, Gloria Cretella, Gaia Moscatelli, Fabrizio Pezzella, Paolo Di Grazia, Antonio Elefante, Eleonora Della Porta. 

Terzo classificato il gruppo Space Jam, che vince il terzio premio da 700 euro: «Nel nostro progetto Nep-tune with us ci siamo immedesimati in un’azienda che nel 2045 propone viaggi spaziali nelle fascia di Kuiper, oltre Nettuno», ha detto il capogruppo Andrea Magliacane Trotta. «Abbiamo analizzato le problematiche tecnologiche (propulsione, schermatura, gravità) e relative alla vita sulla nave (cibo, sistema giuridico, attività). Inoltre abbiamo indagato le possibili finalità di un viaggio di tale portata, esplorando il fattore di tipo turistico ed economico». 
Challenge selezionata: Trans-Neptunian Spaceway

Componenti del gruppo: Andrea Magliacane Trotta, Francesco Cuomo, Michele Nigro, Alessandro Manzo, Teresa Aliperta, Roberta Di Napoli, Andrea Gelli

Anche il gruppo Chronos, vincitore del premio speciale “Il Futuro Prossimo Possibile” di 500 euro messo in palio dal Center for Near Space, aveva scelto la challenge Trans-Neptunian Spaceway. 

Componenti del gruppo: Raffaele Minichini, Raffaele Sparago, Marco Penta, Emanuele Palomba, Pasquale Scognamiglio, Matteo D’Iorio, Salvatore Albachiara, Deborah Buonafine.
 
Partendo da Napoli, la sfida ora diventa globale. I primi due team in ognuna delle quasi 200 città concorreranno alla Space Apps Challenge Globale: i due team Seaherd e Apollo 11rappresenteranno, quindi, Napoli nella sfida di tutti gli Space Apps del mondo, con il titolo di “Global Nominees”. Entro domenica 27 ottobre dovranno creare un video di 30 secondi per illustrare il proprio progetto. A dicembre saranno annunciati i 30 progetti scelti come “Global Finalists” che saranno valutati da una giuria della NASA: leader e dirigenti dell’agenzia spaziale statunitense decreteranno a gennaio 2020 i Global Winner in ognuna di queste categorie. In palio, un invito al Kennedy Space Center della NASA.Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre, 23:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA