Reggio Calabria, 'ndrangheta: sequestrati bene per 15 milioni alla cosca Raso-Gullace

Lunedì 5 Agosto 2019
'Ndrangheta, sequestro 15 milioni beni cosca Raso-Gullace

Sequestrati beni per 15 milioni a Carmelo Gullace e alla moglie Giulia Fazzari, oltre che a Orlando Sofio e a Marianna Grutteria, tutti arrestati nel 2016 nell'inchiesta Alchemia. L'inchiesta aveva portato a 42 misure cautelari a carico di soggetti affiliati e contigui alle cosche di 'ndrangheta reggine Raso-Gullace-Albanese e Parrello-Gagliostro, accusate di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione, intestazione fittizia di beni e società.

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La Dia di Genova, coordinata dalla direzione distrettuale di Reggio Calabria, ha messo i sigilli su conti correnti, depositi bancari, beni mobili, sette società, immobili, nelle provincie di Savona, Alessandria e Reggio Calabria. Le indagini patrimoniali della Dia di Genova hanno svelato un quadro di contiguità di Gullace e la moglie alla cosca Raso-Gullace-Albanese, forza motrice della loro affermazione imprenditoriale. Gullace è considerato dagli investigatori figura apicale della cosca, con ruolo direttivo e di comando, in quanto referente dell'articolazione 'ndranghetistica in Liguria e in Piemonte per la risoluzione di controversie, per il mantenimento dei contatti con gli esponenti di spicco di altre articolazioni territoriali della 'ndrangheta, per la condivisione di interessi imprenditoriali, anche al di fuori del territorio italiano, per il reimpiego di proventi delle attività delittuose.

Per gli inquirenti, Sofio, ritenuto partecipe della cosca Raso-Gullace-Albanese, è uomo di fiducia di Gullace col ruolo di referente piemontese, e ha l'incarico di tenere i rapporti con la cosca Piromalli di Gioia Tauro, di reperire prestanome per l'intestazione fittizia delle attività imprenditoriali riconducibili al sodalizio criminoso e di curare gli interessi economici comuni con la cosca Gagliostro-Parrello di Palmi (Reggio Calabria) nell'ambito degli appalti per le pulizie in Calabria, nella produzione di lampade e nell'acquisto di autonoleggi in Lombardia. Sofio e Grutteria avrebbero rafforzato la cosca attraverso la gestione occulta di imprese operanti in settori economicamente sensibili, tentando di infiltrarsi, con la compiacenza di esponenti politici e imprenditoriali, nei sistemi di aggiudicazione dei lavori pubblici, attraverso il meccanismo dei subappalti.
 

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