Donne, talento e diritti: a una ragazza di Norma il premio "Valeria Solesin"

Venerdì 29 Novembre 2019 di Giovanni Del Giaccio
Alessandra Diani
Ha dedicato la sua tesi di laurea a “Le donne nelle istituzioni repubblicane: dalla Costituente agli anni Settanta” e per questo lavoro ha vinto uno dei premi “Valeria Solesin”. Quelli dedicati alla memoria della giovane ricercatrice veneziana, tragicamente scomparsa nell’attentato al teatro Bataclan di Parigi del 13 novembre 2015. Lei è Alessandra Diani ha 32 anni ed è di Norma. Con la sua tesi magistrale, discussa a gennaio di quest’anno alla facoltà di Scienze politiche della “Sapienza”, ha deciso di partecipare e ha vinto. «Ho visto che il tema era stato toccato dal mio lavoro, ho mandato il materiale e ho avuto la bella notizia».

Si parlava di talento femminile, meritocrazia e “gender balance” come motori di sviluppo economico e sociale e come si legge nell’abstract della tesi: «Le poche donne all’interno delle istituzioni che hanno partecipato al processo di democratizzazione del nostro Paese si sono spese al fine del raggiungimento della parità tra i sessi, parità di diritti e di opportunità. Il lasso di tempo esaminato va dall’acquisizione del diritto di voto femminile, che cambia profondamente la condizione delle donne, alla fine degli anni Settanta, un periodo storico molto significativo, dove si combattono le più grandi battaglie delle donne per l’emancipazione e la meritocrazia». Un lavoro che è stato tra i 12 vincenti alla terza edizione del premio promosso da Forum della meritocrazia e Allianz partners.

L’evento - presente Luciana Milani, madre di Valeria, si è svolto ieri a Milano, presso la Microsoft House. «Ho sempre avuto a cuore - spiega Alessandra - il tema femminile e ricevere questo premio è un grande orgoglio». Fra le testimonianze anche quella di Lidia Menapace, tra le ultime partigiane ancora in vita che  a sua volta ha pubblicato l'intervista nel suo ultimo libro. Nella tesi, fra l’altro «un tributo ad alcune donne, figure simbolo di questo periodo storico, molto spesso lasciate nell’ombra dalla storiografia». Tanto che reperire il materiale, in alcuni casi, non è stato così semplice. Ma l’impegno è stato premiato.
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