Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Se l'amore per gli animali ​sconfina nell'egoismo

Sabato 2 Aprile 2022
Se l'amore per gli animali sconfina nell'egoismo

Gentile Direttore, ho letto che nelle separazioni tra ex-coniugi si rischia di litigare sempre più spesso anche per gli animali domestici che fanno parte della famiglia ormai sgretolata. Mi chiedo: quale sorte tocca ai tantissimi cani e gatti che fanno parte di famiglie in corso di separazione e che dopo anni di affettuosità e di vita in comune con i loro padroni si trovano abbandonati? Ho letto, altresì, che a gennaio in Spagna è stato modificato il codice civile, per cui i pet saranno considerati esseri senzienti, mentre in Italia il panorama è diverso. Per risolvere i contenziosi insorti nelle famiglie tra i coniugi separati circa la sistemazione dei cani e gatti conviventi, bisognerebbe che anche in Italia venga modificato il codice civile sulla falsariga di quanto fatto in Spagna mediante l’approvazione di nuovi provvedimenti legislativi che tutelino i diritti dei pet.

Riccardo Marrocco
Napoli

Caro Riccardo,
faccio una premessa: chi scrive ama i cani, ne ha sempre avuti, ne possiede uno adesso, o meglio una (Roxy), la adora, la vizia, la fa salire sul letto di notte. Abbiamo i nostri riti quotidiani, a partire dal biscotto appena svegli. Il biscotto vero, quello degli umani. Insomma, sono caduto anche io in quella che i veterinari ed etologo dicono essere la «insana» tendenza ad «antropomorfizzare» gli animali. Insana perché lo dicono sia molto studi sui loro comportamenti sia la saggia esperienza contadina. Come sempre credo che ci sia una via dimezzo e un limite da non sorpassare. Uno di questi è senza dubbio decodificare in caso di separazione tra marito e moglie anche chi debba tenere il cane o il gatto. È una forma di maltrattamento degli animali, trasformati in oggetti, alla stregua di un quadro o di un gioiello, anche perché mi auguro lo spirito della legge spagnola non sia stato di paragonarli ai figli. Insomma c’è un limite: e oltre questo limite colloco anche chi veste gli animali a mo di bebè, chi porta il cane dallo psicologo o chi si accanisce sulla loro salute. Un esempio su tutti: mettere le ruote al posto delle zampe amputate. Chi si comporta così scarica personali carenze affettive sul cane. Non si chiama amore ma egoismo.

Federico Monga

Ultimo aggiornamento: 3 Aprile, 21:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA