Carceri, quanto credere al dovere del risanamento

Giovedì 15 Luglio 2021
Carceri, quanto credere al dovere del risanamento

Gentile Direttore, la visita di Draghi e della Ministra Cartabia al carcere di Santa Maria Capua Vetere non sana una ferita ma dà certamente il senso di una partecipazione istituzionale verso coloro che sono stati vittime di queste violenze. I nuovi video di pestaggi sui detenuti ci propongono una realtà che non avremmo mai immaginato. Quando accadono episodi come questi la prima reazione è che si tratti di qualche mela marcia, non in grado di scalfire il buon nome delle forze dell’ordine. Ma siamo sicuri che di questo si tratti o che piuttosto non ci troviamo di fronte ad un fenomeno più strutturato che coinvolge non solo i protagonisti di questi atti ma anche capi e responsabili? Perciò bisogna porre l’attenzione non solo sugli aspetti giudiziari ma anche sui risvolti organizzativi che questa vicenda ci ripropone. Mi pare che il Governo intenda muoversi in questa direzione.

Delio Lomaglio
 

Caro Delio, non ho elementi per dire se quelle violenze siano una consuetudine o siano frutto solo di alcune, come si dice in questi casi, mele marce. Di certo nel carcere di Santa Maria Capua Vetere di mele marce ce ne erano parecchie. So invece molto bene che l’articolo 27 della Costituzione finalizza le pene carcerarie alla rieducazione del condannato, anche attraverso la progressiva apertura all’esterno del carcere e il pieno rispetto dei diritti del detenuto. Un “dentro” nella prospettiva di un nuovo “fuori” e non un “dentro in cui si finisce ma un “dentro” da cui si ricomincia. Uno dei tanti, direi troppi, articoli di una Costituzione che qualcuno vorrebbe cambiare quando non è stata ancora applicata in alcuni sue parti fondamentali per la nostra, seppur ancora giovane, storia repubblicana. La missione del premier Draghi e del ministro della Giustizia Cartabia è stata un gesto coraggioso e forte. La loro autorevolezza lascia pensare che forse per la prima volta, la questione carceraria verrà presa di petto e non sarà dimenticata da molti (esclusi il partito radicale e l’ex Guardasigilli Paola Severino) una volta passata l’onda emotiva delle violenze. 

Federico Monga

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