Rifiuti per strada a Napoli, serve un intervento rapido

Giovedì 20 Gennaio 2022
Rifiuti per strada a Napoli, serve un intervento rapido

Gentile Direttore,
forse è troppo presto per parlare di nuova grande crisi dei rifiuti come quella registrata una decina di anni fa ma di certo la situazione a Napoli appare complessa. L’Asìa appare in enorme difficoltà. Da settimane sempre meno personale, causa Covid, si reca al lavoro tanto che i turni saltano. Il risultato è sotto l’occhio dei cittadini: in strada aumentano i cumuli di rifiuti, da Scampia ai Quartieri Spagnoli, da piazza Municipio a Soccavo, da Posillipo al Vomero. Talvolta risulta difficile persino camminare sui marciapiedi. Più le strade sono sporche e più dopo sarà lungo il percorso per tornare alla normalità! Batto su un tasto, da tecnico, a me caro: bisogna coinvolgere subito i privati!

Adriano Pistilli
Napoli

 

 

Caro Adriano,
la nuova amministrazione comunale deve fare molta attenzione ai rifiuti. Non siamo ancora in emergenza. Se per emergenza intendiamo il 2009-2010 con la monnezza che arrivava al primo piano di alcuni palazzi. Però la città è sporca più del solito. I cumuli crescono, mobili e materassi per strada prolificano. Sul decoro il nuovo sindaco si gioca già molto del credito, largo, che ha avuto dalle urne in poi. La precedente amministrazione è stata, lo abbiamo detto tante volte anche in questa rubrica, un disastro. Con le navi pagate dai cittadini a peso d’oro, ovvero buttando la polvere sotto il tappeto, era riuscita comunque a tenere le strade abbastanza pulite. Cittadini e turisti lo hanno riconosciuto. Adesso la nuova amministrazione ha sbloccato l’impianto di Ponticelli, iniziando a creare le condizione per togliere la polvere da sotto il tappeto e per organizzare una soluzione strutturale. Nel frattempo, però, la situazione quotidiana rischia di degenerare. I vertici dell’Asìa, la società municipale, vanno cambiati in fretta e furia, trovando un vero esperto, visto che l’assessore all’Ambiente Paolo Mancuso è stata una nomina molto politica e poco tecnica. 

Federico Monga

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