La voglia di viaggiare, ​una porta sul sapere

Mercoledì 20 Ottobre 2021
La voglia di viaggiare, una porta sul sapere

Gentile direttore,
avrà letto della frase innocente proferita agli agenti della Polfer di Roma da un bambino di 11 anni che, da solo, da Pontedera (Pisa) aveva raggiunto la Capitale: «Volevo solo vedere il Colosseo!» , ha detto. In fondo, se la vita è breve e l’arte è lunga, la meraviglia è rara. Tanto che bisogna rincorrerla per non farla sparire. I social con miliardi di foto e l’ipertrofia di informazioni ci consentono di conoscere molte città anche senza esserci mai stati. Siamo lontanissimi dalle meraviglie che Marco Polo scoprì con i suoi occhi. Lontani anche dal Goethe viaggiatore, che partì per l’Italia per dimostrare a se stesso che, se le affascinanti storie sentite sull’Italia erano vere, la meraviglia doveva ancora esistere da qualche parte. Insomma, se la tecnologia ha accorciato le distanze a noi non resta che accorciare il tempo per partire. E provare ancora meraviglia dopo la frenata pandemica. Che ne pensa?

Giovanni Negri
Brusciano

 

Caro Giovanni,
il viaggio ha ispirato molte riflessioni tra grandi pensatori e intellettuali. Il viaggio è sinonimo di libertà, di ricerca di altro, è voglia di conoscenza. La nostra vita in fin dei conti è un viaggio. 
Secondo Italo Calvino «Viaggiando ci s’accorge che le differenze si perdono: ogni città va somigliando a tutte le città, i luoghi si scambiano forma ordine distanze, un pulviscolo informe invade i continenti». Victor Hugo pensava che «Viaggiare è nascere e morire ad ogni istante». Per Montesquieu «I viaggi danno una grande apertura mentale: si esce dal cerchio dei pregiudizi del proprio paese e non si è disposti a farsi carico di quelli degli stranieri».
Paul Morand invece vede nel viaggio «una nuova vita, con una nascita, una crescita e una morte, che ci viene offerta all’interno dell’altra. Approfittiamone». Ma soprattutto, a mio giudizio, il viaggio è Ulisse oltre le Colonne d’Ercole, ovvero il simbolo della necessità di conoscere, qualsiasi cosa accada. 

Federico Monga

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