Atlete o mamme, il bivio crudele: la scelta di Tania Cagnotto e delle altre

Martedì 11 Agosto 2020 di Romolo Buffoni
Serena Williams con la sua piccola Olimpia

Mettere su famiglia o continuare ad allenarsi duramente per inseguire il sogno delle Olimpiadi? Tania Cagnotto, la più grande tuffatrice italiana di tutti i tempi, ha scelto la prima opzione. Davanti alla prospettiva di stringere i denti per altri dodici mesi ed inseguire i Giochi fuggiti in avanti causa Covid, sacrificando gli affetti, Tania ha scelto di fermarsi e godersi tutto quello che la vita le sta offrendo e le offrirà: l’amore, la figlia Mata di due anni e un’altra vita in arrivo. Conseguenza naturale anche l’addio di Francesca Dallapè, sua compagna nel sincro. Ma lei continuerà a gareggiare nel trampolino 3 metri singolo.

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Una scelta tutta femminile che gli uomini spesso non capiscono e, altrettanto soventemente, complicano. Ne sanno qualcosa le atlete che, dopo il parto, decidono di tornare a gareggiare ritrovando il mondo diverso da come lo avevano lasciato. Allyson Felix, sprinter statunitense che con 9 medaglie olimpiche (6 ori e tre argenti) ha il record Usa, ha ingaggiato una battaglia contro gli sponsor che, dopo la maternità, abbattono i compensi delle atlete. Sorrisi, abbracci, pacche sulle spalle e cinismo li ha provati sulla sua pelle Serena Williams tornata al tennis dopo aver messo al mondo Olimpia. Al Roland Garros si presentò con una tuta nera necessaria per contenere e proteggere le parti del corpo provate dalla gravidanza e prevenire danni alla circolazione, tenuta che fece arricciare il naso agli organizzatori del torneo parigino. Ma la donna che ha abbattuto un vero e proprio tabù si chiama Alysia Montano, anche le americana, che come le lavoratrici comuni si è recata sul posto di lavoro fino a quando ha potuto, ovvero ha corso gli 800 metri con il pancione di otto mesi.

Ultimo aggiornamento: 10:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA