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Balenciaga lancia le sneakers "distrutte" da 1.450 euro (in edizione limitata): bufera social

Venerdì 13 Maggio 2022 di Costanza Ignazzi
Balenciaga lancia le sneakers "distrutte" da 1.450 euro (in edizione limitata): bufera social

Usurate, sporche, strappate e quasi bruciate: praticamente distrutte. Le nuove sneaker del desiderio firmate Balenciaga sono talmente malridotte da sembrare decisamente poco indossabili. Il modello Paris Fully Destroyed, l’ultimo uscito dall’immaginazione del sovversivo direttore artistico Demna Gvasalia, somiglia a un paio di Converse Chuck Taylor uscito dalla scarpiera di un ex adolescente nostalgico anche se, probabilmente, nemmeno usandole ogni giorno per anni si riuscirebbe a ridurle in tale stato. Eppure per accaparrarsi quelle firmate ci sarà da sgomitare: l’edizione limitata, lanciata in Europa il 9 maggio, è infatti composta da soli 100 pezzi pre-ordinabili alla modica cifra di 1.450 euro e sta rapidamente andando sold out. «Sono scarpe fatte per essere indossate tutta la vita», ha spiegato il georgiano Gvasalia, ma l’abbinamento tra il modello extra-usurato e il prezzo da capogiro sta provocando una bufera di indignazione social.

Gucci, i collant strappati da 140 fanno scalpore sui social (e intanto vanno sold out)


LE POLEMICHE


«Cristobàl Balenciaga si rivolterebbe nella tomba», è uno dei commenti più educati rivolti alla maison, storicamente conosciuta per l’eleganza dei modelli (vedi alla voce cappotto cocoon e abito a palloncino). Del caso si è occupato anche il sito di denuncia fashion Diet Prada, i cui utenti sono arrivati ad augurarsi che le scarpe siano state «ripescate in qualche discarica» in un impeto di attenzione alla sostenibilità. Perfino Livia Firth, ambasciatrice per eccellenza della moda green, ha bocciato la collezione senza mezzi termini: «Vendere una scarpa sostanzialmente distrutta è un’offesa a chi non ha le possibilità economiche di comprare abiti». In realtà, il modello prodotto in edizione non limitata è molto meno usurato di quello ritratto nella campagna pubblicitaria firmata Leopold Duchemin: giusto qualche macchia e strappo con un prezzo leggermente più abbordabile, 495 euro. Che sia tutta una provocazione da parte dello stesso designer che qualche anno fa inventò la maxiborsa simil-bustone blu Ikea, prezzo di vendita duemila euro? 


VERNICE SULLE TUTE


Il dubbio c’è, ma non sarebbe la prima volta che il finto vintage torna d’attualità. Qualche tempo fa fu Gucci a far parlare di sé per un paio di collant neri già strappati ad arte venduti a 140 euro (e andati sold out in men che non si dica). Ma prima di Alessandro Michele il filone era stato esplorato - con successo - da nomi del calibro di Alexander Wang e Hedi Slimane, mentre Ralph Lauren “sporcava” di vernice le sue tute e Maison Margiela, nel 2020, portava in passerella abiti spezzettati, come se le modelle fossero vestite di stracci. 

Per quanto riguarda le sneaker, Golden Goose propone ancora il modello (macchiato) Dad Star, la cui ispirazione dichiarata sono le scarpe da ginnastica vintage che i papà della Generazione Z ancora conservano in qualche scatola impolverata. Un ritorno all’estetica grunge dei ridenti anni Novanta, quando trasandato era sinonimo principale di tendenza e scarpe, jeans e accessori vari dovevano essere “vissuti” per diventare degni di essere sfoggiati.


LA SPENSIERATEZZA


«Si tratta di un concetto di sostenibilità anche psicologica, con la volontà di raccontare un ritorno all’adolescenza, alla spensieratezza e al non curarsi più di tanto dell’apparenza delle cose», spiega la psicologa della moda Chiara Salomone. Perché le Paris di Balenciaga sono proprio quelle sneaker rovinate (anzi, totalmente distrutte, come precisa il nome) che da ragazzi i nostri genitori ci avrebbero caldamente consigliato di buttare via immediatamente. E invece si continuavano a sfoggiare come una sorta di “album dei ricordi”, archivio dei momenti (felici) vissuti indossandole. Ma oggi chi le comprerà? «Il tema chiave in questo caso è la limited edition – spiega Salomone – i potenziali acquirenti sono persone che saranno attratte dall’esclusività garantita dalla disponibilità limitata. Questo vale sia che si tratti di scarpe rovinate che di qualsiasi altro prodotto». Lo stesso fenomeno che è stato osservato - e ampiamente scandagliato - qualche tempo fa con il modello da 12,99 euro della Lidl, il quale, appena esaurito, veniva rivenduto sul web a prezzo a tre zero.


I RIFERIMENTI


Unicità, scarsità e possesso di un capo che non ha nessun altro: queste le chiavi del successo di sneaker distrutte, abiti tagliuzzati o collant strappati. Concetti che funzionano particolarmente in questo momento storico in cui tutti abbiamo bisogno di un po’ di leggerezza in più. «È come se ci dicessero: è tutto un gioco, nulla conta davvero», spiega l’esperta. Un concetto che per Demna Gvasalia, il designer che dopo l’inizio della guerra in Ucraina ha mandato in passerella le modelle sotto una tempesta di neve con borse che ricordavano le buste dei profughi ucraini, sembra essere ben chiaro.

Ultimo aggiornamento: 17 Maggio, 14:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA