Usa 2020, l'elettorato bianco gela Trump: ma l'onda democratica non c'è

Giovedì 5 Novembre 2020 di Giovanni Diamanti
Usa 2020, l'elettorato bianco gela Trump: ma l'onda democratica non c'è

Non c'è stata un'onda democratica, Trump non è stato travolto e anzi, a un certo punto è sembrato sulla giusta via per confermarsi Presidente. Lo scrutinio appare ancora molto indietro negli stati decisivi, ma lentamente il favorito è tornato ad essere Joe Biden, trainato dal voto via posta. Tuttavia, l'ex Vice Presidente di Barack Obama si attendeva un risultato diverso. E con lui erano in tanti a prevedere una vittoria democratica netta: per la presidenza, per il congresso, per il senato. Così non è stato, con la partita del senato che si sta orientando verso una conferma della maggioranza repubblicana che limiterebbe la capacità di incidere di un Presidente democratico, e la sfida per la presidenza ancora aperta.

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PREVISIONI SBAGLIATE?
Ma cos'è successo in questo voto americano? È ancora presto per stabilirlo e per analizzare con freddezza la situazione: il voto anticipato via posta ha allungato notevolmente le operazioni di scrutinio, e questa lunghezza rende complessa l'analisi del voto. I sondaggi hanno davvero sbagliato così tanto? Lo capiremo solo alla fine. Certo, lo scenario che emergeva dai dati lasciava meno spiragli al recupero trumpiano, ma è difficile esprimersi a scrutinio in corso, con molti voti postali (che favoriscono Biden) ancora da considerare. D'altronde, i sondaggi prevedevano una vittoria di Biden nel voto popolare di 7/8 punti, una affermazione abbastanza netta negli stati del Mid-west e una sfida all'ultimo voto, con i democratici favoriti, in Florida, North Carolina, Georgia, Arizona. Il vantaggio di Biden, al termine delle operazioni di scrutinio, potrebbe attestarsi tra i cinque e i sei punti percentuali: un dato meno netto, ma non troppo lontano dalle previsioni. Nel Mid-west, la vittoria di Biden è probabile in almeno due tra gli stati in bilico, anche se con risultati molto meno chiari rispetto alle previsioni della vigilia, esattamente come quattro anni fa. North Carolina e Georgia sono, come previsto, all'ultimo voto, così come l'Arizona sorride ai democratici.
In diverse occasioni, nel corso della nottata, siamo stati ammaliati dal cosiddetto red mirage, che in molti stati, a causa dell'ordine di scrutinio che ha premiato per primi i voti in persona, ha dato la sensazione di un vantaggio repubblicano poi svanito lentamente una volta iniziato il conteggio dei voti anticipati. Insomma, i sondaggi non vanno santificati, e molti pollster dovranno interrogarsi per non aver intuito il recupero di Trump in alcune zone della nazione, ma prima di annunciare il loro eventuale fallimento sarà bene attendere la fine delle operazioni scrutinio.
Un discorso a parte va fatto per la Florida, uno stato importante che Biden era fiducioso di poter vincere. È stata invece la prima, grande sorpresa della serata, con un risultato trumpiano oltre le aspettative. Il dato della Florida si spiega in parte con il grande risultato di Trump tra gli ispanici di origine cubana: nella contea di Miami-Dade, rispetto a quattro anni fa, il Presidente guadagna ben duecento mila voti.

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LE MINORANZE
Ma sono più in generale le minoranze a sorprendere: un bacino di voti democratico, che Biden contava di convincere con ancor più forza di Hillary Clinton e che invece non è riuscito a mobilitare. Gli exit poll di Edison, invece, evidenziano una crescita di Trump sia nell'elettorato afroamericano, sia nell'elettorato ispanico. Tra i black men, passerebbe in quattro anni dal 13 al 17% dei voti, tra le donne afroamericane dal 4 all'8%: i consensi per i repubblicani in questo segmento rimangono bassissimi, ma una simile crescita era imprevista. Il suo recupero, poi, proseguirebbe tra gli elettori latini, non solo cubani: con uno swing di tre punti arriverebbe al 35% tra gli uomini e al 28% tra le donne.


UOMINI BIANCHI
Il calo maggiore di Trump sarebbe tra gli uomini bianchi, il suo bacino più forte e fedele fino ad ora. Sarebbero loro, secondo l'exit poll, ad aver voltato le spalle al Presidente. Un calo di 5 punti, dal 62 al 57%, in quella che rimane la fascia elettorale più rappresentativa: anche questo è un segmento elettorale su cui Biden aveva puntato molto, con il suo profilo rassicurante, e alla fine potrebbe risultare decisivo.
In questa situazione di incertezza, esprimersi con certezza circa l'esito del voto sembra esagerato. Occorrerà attendere ancora, per avere un vincitore.

Ultimo aggiornamento: 6 Novembre, 01:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA