Frana Casamicciola, don Gino cerca i dispersi: «I cittadini hanno paura, non si cammina»

La difficoltà è camminare in discesa perché c'è molto fango. La parrocchia sta promuovendo la raccolta di coperte calde e thermos

Frana Casamicciola, don Gino cerca i dispersi: «I cittadini hanno paura, non si cammina»
Frana Casamicciola, don Gino cerca i dispersi: «I cittadini hanno paura, non si cammina»
Sabato 26 Novembre 2022, 17:22 - Ultimo agg. 27 Novembre, 00:02
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Frana Casamicciola - Don Gino Ballirano sta partecipando alle ricerche per ritrovare le persone che risultano disperse. I fiumi di fango che stanno flagellando Ischia hanno sommerso persone e cose. Ci sono al momento un'ottantina di sfollati che potrebbero diventare più del doppio entro stasera quando molte famiglie scopriranno che la loro abitazione è diventata inagibile, travolta da quel fango venuto giù dal monte con la pioggia. Ma don Gino non si dà per vinto. Sembra di rivivere le stesse ore, disperate, di quando si cercava Mattia Luconi, il bimbo di 8 anni disperso nell'alluvione che ha colpito le Marche a settembre. Don Gino ha cercato di chiamare i dispersi al telefono per capire dove sono, se stanno bene, se sono vivi.

«Sono qui nella zona dei soccorsi a Casamicciola, ho cercato i dispersi e ho visto una vittima, era una donna», ha detto all'ANSA il sacerdote, parroco della chiesa di Santa Maria Maddalena, nel Comune ischitano.

Da stamattina don Gino è nelle strade della zona distrutta dalla frana per confortare le persone e cercare le famiglie con cui non è riuscito a mettersi in contatto. «Il telefono non funziona bene - spiega il sacerdote - le linee sono state danneggiate, ma molte persone che cercavo le ho incontrate in strada. Stiamo vivendo momenti molto difficili, di ansia enorme per una zona che è già stata colpita da calamità negli anni scorsi. E ora c'è anche una vittima certa, una donna che ho visto in volto mentre la trasportavano, ma non l'ho riconosciuta, era sfigurata».

La precedente alluvione nel 2009: morì una quindicenne

Don Gino vive in strada una nuova tragedia dopo il terremoto del 2017 che uccise due persone e l'alluvione del 2009 in cui morì una ragazzina di 15 anni: «Ho parlato con tanti abitanti - spiega - sono sulla zona. Tutti vivono ancora una tragedia dopo quelle che Casamicciola ha già vissuto con un'altra alluvione più contenuta di quella di oggi, poi seguita dal terremoto. I cittadini sono distrutti, scoraggiati e sottoposti a tragedie continue. Le famiglie che cercavo le ho incontrate perché sono riuscite a scendere dalla parte alta di Casamicciola, da via Celario, la zona più colpita dalla frana. Sono scese da una stradina ottocentesca che è rimasta indenne, le forze dell'ordine hanno fatto una catena per aiutare le persone. Ora stanno scendendo le ultime famiglie ancora bloccate. La difficoltà è camminare in discesa, in mezzo al fango».

Il parroco è in strada perché la sua chiesa come le altre sull'isola sono chiuse per l'allerta maltempo: «C'è stata un'ordinanza dei sindaci - spiega - che ha disposto di non aprire le chiese per spingere le persone a uscire di casa in momenti in cui bisogna stare in sicurezza. Le messe sono sospese, ma ora sono in strada, perché bisogna essere vicino ai cittadini che hanno paura. Per raggiungere la zona di Piazza Maio sono venuto a piedi, nella strada principale di Casamicciola le auto ribaltate dalla frana hanno creato un muro, mentre sull'altra strada sono crollati i muri di contenimento verso la campagna. Ora le strade vengono liberate man mano ma stamattina i detriti dalla collina sono arrivati al porto, Casamicciola è stata spaccata in due».

 

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