Castellammare, folla di artisti in cattedrale per l'addio a Radice

Sabato 25 Maggio 2019 di Titti Esposito
Amici e parenti. Ma anche tanta gente comune, stabiesi come lui, che hanno voluto tributargli l'ultimo saluto. Ieri mattina una folla enorme era presente al funerale di Lello Radice, vicesindaco dell'amministrazione guidata da Gaetano Cimmino, ma soprattutto attore e direttore artistico della stagione di prosa del teatro Supercinema da anni. Un uomo che ha lasciato in tutti il ricordo del suo modo semplice e garbato, che negli anni ha permesso di far recitare sul palcoscenico del teatro del corso Vittorio Emanuele, attori di fama nazionale e internazionale. Ma anche tanti volti noti, ieri mattina commossi ed emozionati hanno partecipato alla messa officiata da don Antonino D'Esposito, parroco della Concattedrale con i suoi tre colleghi delle chiese del centro antico.
 
Omelia che è stata non solo preghiera ma anche racconto dell'uomo-attore-padre-amico Lello Radice. Un uomo che ad appena 52 anni, dopo due anni di lotta continua con un cancro, ha lasciato un vuoto nel cuore di tanti. A partire dalla moglie Mariajosè e dai figli Giorgia e Riccardo fino ad arrivare agli amici di tanti spettacoli e appuntamenti culturali. Come Sal da Vinci, seduto fra gli scranni della chiesa madre insieme ad Ernesto Lama, Simone Schettino, Marina Bruno, Fiorenza Calogero, e tanti altri che hanno voluto omaggiare l'amico collega esigente e preciso in teatro, ma soprattutto l'uomo coraggioso e vero che fino agli ultimi giorni pensava a come risolvere problemi in teatro e per la sua città invece di preoccuparsi per il suo stato di salute. Come ha ribadito anche il parroco di Privati, dove viveva, che ha ricordato la sua solarità nonostante la croce, ma anche la sua forza d'animo per non preoccupare la famiglia. «Sapevamo come sarebbe finita - ha detto il sacerdote - come si sarebbe chiuso il sipario e come se ne sarebbe aperto un altro verso l'eternità».

Struggente il ricordo della figlia Giorgia. «Sono la figlia di un attore e non so parlare in pubblico. Hai fatto di tutto in questa vita e quando non la sapevi fare dicevi che avresti imparato. Sei un artista, papà. Mi dicono che ti assomiglio tanto e guardandomi allo specchio sono contenta di questo e mi consola adesso questo esser come te». Emozione anche nelle parole del sindaco Gaetano Cimmino che ha promesso la dedica del viale degli artisti all'amico e collega di giunta. «Amavi la tua città in modo forte e intenso, hai dato tanto a questa amministrazione, nonostante la malattia tutte le mattine mi chiedevi le cose da fare. Il viale degli artisti sarà completato in villa comunale e dedicato a te». Antonio Grosso, collega artista ha ricordato quanto fosse speciale Radice sia sul palcoscenico che nella vita di tutti i giorni, tirando le orecchie ai suoi detrattori. «Ti hanno tanto criticato anche sui social, ma tu eri buono, vero, umile - ha ricordato l'attore - eri capace di occuparti degli amici dimenticandoti della famiglia, hai fatto tanto per il teatro e sarebbe bello se te ne dedicassero uno».
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