Galleria Umberto di Napoli, il prefetto in campo: «Subito al lavoro con i privati»

Sabato 8 Gennaio 2022 di Gennaro Di Biase
Galleria Umberto di Napoli, il prefetto in campo: «Subito al lavoro con i privati»

Galleria Umberto: arriva una svolta importante. A muoversi nelle scorse ore è stato direttamente il Prefetto di Napoli, Claudio Palomba, che ha convocato un tavolo con Comune e privati per risollevare le sorti del monumento, preda da anni di una desolante e totale assenza di decoro. Dopo la campagna che portiamo avanti da settimane su queste pagine, e contestualmente alla protesta della Befana di commercianti, consiglieri e cittadini, viene dunque ufficialmente indetta una riunione istituzionale per salvare la Galleria. Il tutto mentre crescono rapidamente i numeri della raccolta firme avviata da Europa Verde, e mentre la deputata Valeria De Lorenzo sta per presentare alla Camera un'interrogazione parlamentare sullo scempio della Umberto I.

Come dimostra l'iniziativa del Prefetto, che anche a margine del delicato tavolo sulle nuove norme anti-Covid, ha convocato per gennaio una riunione sulla Umberto I, il destino della Galleria del Risanamento sta scalando la lista delle priorità per le istituzioni preposte e per la nuova amministrazione. Resta, intanto intatto, il panorama di immondizia, escrementi, tubolari, letti di fortuna, suk di ambulanti, pavimentazione distrutta e vetri in frantumi in cui continua ad annegare ogni giorno un po' di più il monumento, sotto gli occhi di migliaia di turisti al minuto. Sempre più invasivi, ieri, i vu cumpra' che stendono lenzuola e borse contraffatte all'ingresso di via Toledo, quello più battuto dai vacanzieri e insieme più intasato da tubolari e clochard.

Una coppia di senza dimora ucraini, qui, coltiva addirittura delle piante tra i marmi storici e le transenne. Tornando all'importante riunione annunciata dal Prefetto, saranno due i temi principali al centro del dibattito. Primo: il contenzioso tra Comune e proprietari sulla facciata di via Toledo, che il sindaco Manfredi sta attenzionando personalmente, nell'attesa che la magistratura faccia il suo corso e indichi i responsabili della morte del piccolo Salvatore Giordano, ucciso da un fregio killer 8 anni fa. Secondo: la questione della sicurezza. Da Palazzo San Giacomo fanno sapere che resta viva anche l'ipotesi dei cancelli notturni, come annunciato dall'assessore De Iesu al Mattino. Ma trapela dal Comune questo discorso (su cui le posizioni sono decisamente contrastanti) potrà essere affrontato con i privati solamente nel momento in cui sarà risolta la questione della dislocazione dei senza dimora. Al vaglio della Prefettura, nei prossimi giorni, ci sarà inoltre l'installazione di telecamere di sicurezza appoggiata da vari proprietari e professionisti della Umberto I in grado di individuare rapidamente eventuali protagonisti di nuovi atti vandalici.

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Maurizio De Giovanni, Massimiliano Gallo, Ciro Capano (l'attore che in È stata la mano di Dio, ambientato da Sorrentino proprio alla Umberto I interpreta il ruolo del regista Antonio Capuano): nell'attesa del tavolo di confronto pubblico-privati, si arricchisce di nomi importanti, oltre che di cittadini e commercianti, la raccolta firme avviata dal vivo e su change.org dal consigliere regionale Francesco Borrelli ed Europa Verde. «Salviamo la Galleria Umberto I di Napoli» è il titolo della petizione (che si trova all'indirizzo https://www.change.org/p/sindaco-di-napoli-salviamo-la-galleria-umberto-i-di-napoli).

Sono già «1000» le adesioni raccolte in meno di 48 ore, tra firme digitali e non. Nel testo della petizione, si chiede «al sindaco di Napoli, alla Sovrintendenza e a tutti gli enti preposti e soggetti privati coinvolti di voler urgentemente predisporre una guardiania notturna o predisporre la chiusura al pubblico della Galleria Umberto I nelle ore notturne. Si richiede inoltre un intervento complessivo di riqualificazione del monumento».

«La battaglia per la Galleria Umberto I non si ferma aggiunge Borrelli con il co-portavoce regionale del Sole che Ride Fiorella Zabatta e il conduttore radiofonico Gianni Simioli Questo immobilismo burocratico e la costante e devastante deresponsabilizzazione hanno causato ulteriori danni al monumento. Per non parlare dei servizi sociali che dovrebbero lavorare per trovare soluzioni alternative a questi poveri disperati rispetto ai bivacchi all'interno dei siti monumentali come noi chiediamo da tempo. Attualmente tutte le aree transennate o le impalcature sono occupate da cartoni, coperte e altri materiali e la gran parte dei lucernari danneggiati sono stati sostituiti con orrendi tappi di legno».

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