«Io, spazzino volontario in cambio del Reddito»

Giovedì 27 Giugno 2019 di Giuliana Covella
Il suo turno di lavoro inizia, tutte le mattine, prima delle 8 quando la maggior parte dei cittadini dorme ancora ed altri escono per andare a lavorare. Munito di pettorina arancione, guanti, sacchetti («che ho comprato di tasca mia come tutto il resto del materiale», precisa), scopa e paletta, Domenico Renzullo, 53 anni, ex operaio metalmeccanico, si porta dietro finanche un bidone con la sigla RDC («ho voluto scriverla per far capire alla gente che, anche se percepisco il reddito di cittadinanza, non voglio rubare niente a nessuno, ma guadagnarmelo») per raccogliere i rifiuti che rimuove dalle strade di San Pietro a Patierno e smaltisce nei contenitori dell'indifferenziato. Un esempio di cittadinanza attiva che molti nel quartiere stanno già apprezzando, per un semplice motivo: Mimmo, come lo chiamano tutti, non percepisce stipendio per quello che è, a tutti gli effetti, puro volontariato. Ma soprattutto perché, a poche settimane dall'aver beneficiato del reddito di cittadinanza, avendo perso il lavoro e portando avanti una famiglia con moglie allettata perché invalida al cento per cento e figlia ventenne disoccupata, il 53enne dice: «Non voglio pesare sulle casse dello Stato. Anche se ricevo questo sussidio mensile, voglio rendere un servizio alla mia comunità».
 
Dalle parti di San Pietro a Patierno «gli spazzini si vedono, se va bene, ogni due mesi», tuonano all'unisono i residenti. Un disservizio causato dall'accorpamento dei distretti che vede il quartiere della VII Municipalità unificato per il servizio a Scampìa, che ricade nell'VIII Municipalità. Di conseguenza in molte strade lo spazzamento avviene praticamente a singhiozzo. Ecco perché c'è stato chi, come Mimmo Ronzullo, ha deciso di rimboccarsi le maniche e sporcarsi le mani, è il caso di dire, per tirare a lucido vie e vicoli del rione. Ogni mattina, infatti, come un regolare lavoratore stipendiato l'uomo esce di casa e, dopo aver indossato l'inconfondibile pettorina di colore arancione come un vero operatore ecologico che si rispetti, prende gli attrezzi del mestiere e si improvvisa netturbino per tenere pulite le strade. Ma c'è di più. La sua non è una semplice opera di volontariato, come spiega lui stesso: «Da quattro anni sono senza lavoro. Tutto iniziò quando fui licenziato insieme ad altri miei colleghi dei cantieri metallurgici della Icmi di San Giovanni, dismessa nel 2002, dove lavoravo come metalmeccanico. La fabbrica fu chiusa perché rientrava nella bonifica dall'amianto seguita a quella di Bagnoli. Dovevamo essere assorbiti dalle aziende satelliti della Whirlpool, grazie al progetto Genesis per potenziare lo stabilimento di via Argine, ma il resto è storia nota». Oggi Mimmo ha 37 anni di contributi, ma gliene mancano quattro per andare in pensione: «non riesco a trovare un'altra occupazione e per ora ho beneficiato del reddito di cittadinanza. Solo che - rimarca - non mi va giù l'idea di sfruttare per così dire lo Stato, da cui ricevo un'indennità mensile. Ecco perché ho deciso di adoperarmi per gli abitanti del mio rione. Tenere pulito lo spazio in cui viviamo significa fare il bene della comunità». Strada Comunale Cupa Santacroce, via del Maestrale, via dell'Astrolabio, via del Libeccio, via del Sestante, via Cupa del Segretario e via Cupa del Principe sono le vie che Mimmo ha nel suo giro giornaliero: «Sono strade molto grandi - spiega - ma non mi spaventa. Molti residenti mi elogiano. Addirittura una donna mi ha detto: ah, finalmente siete venuti. Ho dovuto spiegarle che non sono un operatore dell'Asìa, ma un cittadino che ama il suo quartiere».

«Non sono uno spazzino di professione, sono un fantasma»: così Mimmo risponde sorridendo alle anziane che, vedendolo all'opera tutte le mattine, sono convinte che sia un operatore ecologico dell'azienda speciale di igiene ambientale. Da qui l'iniziativa di cui si è fatto promotore Giuseppe Grazioso, consigliere di Napoli popolare alla VII Municipalità per premiare l'impegno civico del 53enne: «Proporrò un encomio - annuncia Grazioso - sicuramente non è una cosa bella dover aspettare certe iniziative per vedere le strade pulite, soprattutto in luoghi come questi dove lo spazzamento viene effettuato a distanza di mesi. Alcuni cittadini già stanno iniziando a domandarsi ironicamente: come faremo quando finirà il reddito di cittadinanza per Mimmo?».
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