«Io, spazzino volontario in cambio del Reddito»

di Giuliana Covella

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Il suo turno di lavoro inizia, tutte le mattine, prima delle 8 quando la maggior parte dei cittadini dorme ancora ed altri escono per andare a lavorare. Munito di pettorina arancione, guanti, sacchetti («che ho comprato di tasca mia come tutto il resto del materiale», precisa), scopa e paletta, Domenico Renzullo, 53 anni, ex operaio metalmeccanico, si porta dietro finanche un bidone con la sigla RDC («ho voluto scriverla per far capire alla gente che, anche se percepisco il reddito di cittadinanza, non voglio rubare niente a nessuno, ma guadagnarmelo») per raccogliere i rifiuti che rimuove dalle strade di San Pietro a Patierno e smaltisce nei contenitori dell'indifferenziato. Un esempio di cittadinanza attiva che molti nel quartiere stanno già apprezzando, per un semplice motivo: Mimmo, come lo chiamano tutti, non percepisce stipendio per quello che è, a tutti gli effetti, puro volontariato. Ma soprattutto perché, a poche settimane dall'aver beneficiato del reddito di cittadinanza, avendo perso il lavoro e portando avanti una famiglia con moglie allettata perché invalida al cento per cento e figlia ventenne disoccupata, il 53enne dice: «Non voglio pesare sulle casse dello Stato. Anche se ricevo questo sussidio mensile, voglio rendere un servizio alla mia comunità».
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Giovedì 27 Giugno 2019, 07:58 - Ultimo aggiornamento: 27-06-2019 09:58
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
2 di 2 commenti presenti
2019-06-27 12:04:19
Bravo, da sostenere.
2019-06-27 10:07:33
Chi sa se verrà mai ringraziato da chi quel lavoro dovrebbe farlo. A volte i navigator non servono, basta guardarsi intorno. L'onestà è cosa seria. Grazie.

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