Napoli, Anm tra scioperi e proteste: sarà un mese di disagi e disservizi

Venerdì 8 Giugno 2018 di Pierluigi Frattasi
Estate nera per i trasporti pubblici. In arrivo una raffica di scioperi dell'Anm. Si parte il 22 giugno, quando le quattro funicolari si fermeranno ancora per 24 ore, per la terza volta in due mesi, per la protesta di Ugl e Faisa Cisal. Tra fine mese e inizio luglio, invece, è previsto il blocco di bus, metrò e parcheggi per uno sciopero di 4 ore programmato da Usb, Orsa e Faisa Confail che protestano contro lo stato di crisi aziendale. Il vertice di ieri in Prefettura, con i rappresentanti Anm, infatti, si è chiuso con una fumata nera. E adesso i rappresentanti dei lavoratori stanno preparando la richiesta alla commissione nazionale di Garanzia per fissare la data dello sciopero. Il tutto, mentre dall'inizio della settimana prosegue l'agitazione degli autisti del deposito del Garittone, che l'azienda intende dismettere a fine giugno. Anche ieri, sono rimaste ferme per guasto decine di bus: sospese del tutto o irregolari le linee che servono la Zona Ospedaliera e Napoli Nord.
 
Gli impianti Centrale, Montesanto, Chiaia e Mergellina si fermeranno venerdì 22 giugno per tutta la giornata, fatte salve le fasce di garanzia (7-9,20 e 17-19,50) lasciando a piedi i circa 60mila utenti giornalieri. È la terza volta nel giro di poco più di due mesi, dopo lo sciopero di 4 ore del 27 aprile e quello di 24 ore del 21 maggio, proclamati sempre da Ugl e Cisal. I sindacati protestano contro la riforma degli inquadramenti professionali dei caposervizio. Quando nacque Anm nel 2012, infatti, con la fusione tra l'azienda della gomma, Napolipark e Metronapoli, gli ex dipendenti del ferro conservarono i parametri di ferrovieri che prevedevano un inquadramento più alto.

Usb, Orsa e Confail, intanto, annunciano lo sciopero di tutti i mezzi e della sosta Anm. I sindacati chiedono di conoscere «la reale esigenza di personale, i tempi per i pagamenti arretrati dovuti e quelli per i tagli ai superminimi dei funzionari e un programma di esercizio decente» e si dicono preoccupati per «le ultime politiche aziendali, avanzamenti parametrali, chisure di rimesse e paventati spostamenti di personale viaggiante, drastici ridimensionamenti degli Infopoint e sempre più critica assenza di servizio, in modo particolare su gomma. Il trasporto pubblico concludono - va rilanciato».

Proseguono le agitazioni nell'area nord. Disagi anche ieri su molte linee, soppresse o irregolari (tra le quali C36, C38, C44, 139), a causa di numerose segnalazioni di guasto o anomalie. «Piuttosto di dismettere il Garittone afferma Aniello Esposito, consigliere comunale Pd l'azienda tagli le spese superflue come i costi di mantenimento della Linea 6 che non è in esercizio o dei tram bloccati al deposito di San Giovanni. Invece di chiudere il deposito il 30 giugno, si aspetti la presentazione del piano industriale. Solidarietà ai lavoratori». © RIPRODUZIONE RISERVATA