Viaggio nel quartiere generale delle Universiadi: «Dal cibo agli alloggi, un piano B per tutto»

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di Gianluca Agata

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Decine di migliaia di caffé al giorno, centinaia di pasti, luci accese negli uffici dall'alba fino a notte fonda, camion con impalcature, banner pubblicitari, bandiere, scatoloni. La Mostra d'Oltremare è un cantiere a una settimana dall'inizio dell'Universiade.

Basta andare al ristorante per sentir parlare una babele di lingue. Sul piano sovrastante ci sono gli uffici della Fisu, la federazione internazionale delle Universiadi. Nel palazzo di fronte, quello del teatro Mediterraneo, lavora l'Aru, l'Agenzia Regionale delle Universiadi. Nel settembre del 2016 in via Santa Lucia erano in pochissimi. Ora sono in cinquecento. Le immagini dell'assegnazione dei Giochi invernali a Milano-Cortina hanno decuplicato uno sforzo già enorme al grido di: «Noi non siamo secondi a nessuno». Dappertutto è un brulicare di lavori. Si sta brandizzando la torre delle Nazioni. Si lavora al triplo della velocità semmai si fossa mai lavorato solo al doppio
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Mercoledì 26 Giugno 2019, 12:00 - Ultimo aggiornamento: 26-06-2019 15:36
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