Napoli nel traffico: ingorgo sulla corsia preferenziale di via Vespucci

Sabato 23 Novembre 2019 di Gennaro Di Biase
Sos traffico: più che una corsia preferenziale per bus e taxi, la pista «rosa» che attraversa l'ideale via del mare partenopea è un «rodeo» di lamiere senza soluzione di continuità. Sulla strada da poco rifatta che taglia via Marina, via Vespucci e via Alessandro Volta si creano dei veri e propri ingorghi di auto e moto «normali», con tanto di inversioni di marcia, code e clacsonate. Per il «rodeo» l'appuntamento è fisso: va in scena tutti i giorni, e specialmente nel tardo pomeriggio, alla fine della giornata di lavoro. Protagonisti involontari sono migliaia di cittadini, che impiegano «un'ora di media» per muoversi dalla Stazione Marittima fino alla rampa dell'autostrada. La viabilità della Napoli portuale è insomma in ginocchio, a causa dei cantieri «lumaca» aperti da anni: «Se non usassi la preferenziale dice uno dei tanti napoletani anonimi che percorrono la pista rosa il traffico sarebbe ancora più paralizzato di così».

Sono tanti i punti critici in cui si formano le code sulla corsia preferenziale: il parcheggio Brin, a Sant'Erasmo, al confine tra via Vespucci e via Alessandro Volta, all'altezza di Corso Lucci. La pista «palmata» la percorrono centinaia di automobilisti al minuto, senza controlli dei vigili urbani. Del resto, in molti si bloccare l'accesso alla preferenziale non sembra troppo conveniente: i cantieri sono tanti, tantissimi, a partire dall'atteso totem di via Volta fino ad arrivare a transenne che stanno per «festeggiare» i cinque anni di esistenza. Sia fuori che dentro alla preferenziale, il traffico è così intenso che attraversare la via del mare, per un pedone, è un'operazione tutt'altro che semplice. Il colore dei semafori, infatti, è un optional per lo scorrimento delle auto incastrate una nell'altra. Si fa un passo appena c'è un centimetro: questa è l'unica regola stradale. Per la serie, sardine, sì, ma nel traffico. «Io lavoro qui e vengo ogni giorno da Caserta - spiega un commerciante della zona, Antonio Ricciardi - e ogni giorno è un'odissea. Le auto non riescono a uscire dalla via del mare, per via dei restringimenti di carreggiata». Insomma, nel tardo pomeriggio, per arrivare dalla Stazione Marittima alla rampa dell'autostrada si fa prima a piedi. Provare per credere.

Ci sono voluti su per giù cinque anni (i primi cantieri della via del mare furono aperti nel 2015) per inaugurare il tratto di preferenziale tra la Stazione Marittima e via Vespucci. Si procede, ma non certo a razzo, coi lavori di completamento da via Alessandro Volta, Sant'Erasmo, via Reggia di Portici e fino a San Giovanni a Teduccio. A oggi, nemmeno il filobus (tornato nel 2019 dopo 4 anni di stop) serve ad evitare l'ingorgo: i mezzi di Anm restano incastrati nelle code di auto impazzite tra i nastri arancioni dei cantieri che spuntano come funghi fino al Ponte dei Francesi. I restringimenti di carreggiata, dalla seconda metà di via Vespucci in poi, non si contano. Decine e decine di cantieri, transennamenti, binari arrugginiti e tubi scoperti. E molte aree di lavoro, da queste parti, sono diventate, col tempo che passa e con i problemi di infiltrazioni estorsive che hanno rallentato i lavori e col maltempo che arriva, delle semidiscariche ingolfate dal fango. «Questo transennamento sta qua da anni», commenta Claudio Califano di Giemme Illuminazioni, all'incrocio tra via Volta e via Vespucci. Per sentire quello che dice, però, bisogna tendere bene le orecchie perché la sua voce è quasi completamente coperta dai clacson degli automobilisti intrappolati negli abitacoli a tre metri al suo negozio. «Questa zona prosegue Califano è commercialmente morta. Il traffico qui, all'ingresso dell'autostrada, c'è dalla mattina, ed è colpa di tutti questi restringimenti di corsie per la costruzione della via del mare. Questi cantieri, anziché aiutare il territorio, hanno diminuito incredibilmente il nostro lavoro». Ultimo aggiornamento: 11:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA