«No alla demolizione delle Vele», petizione per il simbolo di Scampia

di Valerio Esca

A breve partiranno i cantieri per l'abbattimento della prima Vela di Scampia (quella verde). Ma intanto c'è chi si oppone alla demolizione. C'è un folto gruppo di architetti ed accademici che si dicono «non favorevoli» all'operazione del Comune di Napoli e stanno già raccogliendo le firme. Il promotore dell'iniziativa è Gaetano Troncone, consigliere comunale di maggioranza, eletto nella lista «De Magistris sindaco», oggi nel gruppo Misto.
 

Al momento, la petizione sta girando da poche settimane, si è giunti a 130 sottoscrizioni. Tra questi: il professor Aldo Capasso, Vito Cappiello, Luigi de Falco (ex assessore all'Urbanistica di de Magistris) dell'associazione Italia Nostra e il noto architetto Massimo Pica Ciamarra. «Difficile commentare situazioni dopo decisioni già prese, al di fuori di un vero dibattito culturale spiega Pica Ciamarra - Sembra quasi porsi in contrapposizione forzata. Ritengo invece che le Vele siano un documento di un pensiero e quindi non c'è motivo di spendere decine di milioni di euro per abbatterle e sostituirle con edifici banali o con cose oscene. Non vorrei essere cinico, però sono convinto che si può demolire qualsiasi cosa, basta avere un'alternativa migliore». Per l'architetto Pica Ciamarra le Vele non rappresentano soltanto un simbolo dell'architettura, ma «anche una formula di espressione e aggregazione sociale, bisogna soltanto capire come svilupparla». Troncone, che di professione è architetto, non ha trovato sponde nella maggioranza arancione.
CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO:
  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet
SCOPRI LA PROMO



Giovedì 8 Marzo 2018, 08:39 - Ultimo aggiornamento: 08-03-2018 09:42
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP