Brin, da mega parcheggio a hotel per le prostitute

Venerdì 8 Novembre 2019 di Gennaro Di Biase
Prostituzione e università, ruderi e palazzi di vetro, centro commerciale di alta qualità e furti, studenti e discariche. Via Brin è bipolare, sia occhio nudo sia a detta di chi la vive quotidianamente. A cominciare dal parcheggio, degradato dentro e fuori devastato come la struttura dimenticata di una città fantasma. A pochi passi, si ergono vari ruderi gonfi di monnezza e poi i palazzi nuovi, luminosi e ben tenuti di Eccellenze Campane e del dormitorio universitario Adisu l'Orientale. La zona Brin è una fotografia del rilancio di Napoli Est, quel rilancio che stenta a diventare una realtà compiuta nonostante i sogni, i proclami e gli investimenti concreti. Via Brin, come tante aree della città, è un'altra zona al bivio tra rilancio e degrado, innovazione e miseria, illegalità e futuro.

Partiamo dall'interno del parcheggio Anm. Un tubo più che pericolante è legato non al soffitto, ma a un altro tubo, al quale si regge solo grazie ad alcune funi di quelle usate per i bagagliai e pezzi di spago. Sono tanti i tubi vecchi, logori e spezzati nel grande parcheggio Brin. Ed è tanta anche l'immondizia: sacchetti sparsi, coperte di clochard, preservativi usati e abbandonati sul ciglio del davanzale affacciato sulla rambla napoletana, la corsia rosa di via Marina battuta da auto più che da bus e taxi. Nel Brin non c'è un solo display che funzioni, ma in compenso ci si imbatte in innumerevoli cavi elettrici che pendono dalle mura screpolate. In qualche zona del parcheggio piove nonostante il cielo azzurro, e si trovano svariati laghi, segno dei temporali di due giorni fa. Le auto in certi punti guadano il fiume per avvicinarsi all'uscita. A due metri dalla cassa spiccano sei postazioni vuote e dimenticate per le biciclette, sotto l'insegna dell'ex progetto Napoli a ruota libera.

Sul muro giallino di via Brin qualcuno ha scritto in rosso Socialismo, Nuovo Pci con tanto di falce, martello e stelline disegnate. Sotto la scritta c'è parcheggiata un'utilitaria grigia. Sportello aperto, dentro c'è una transessuale bionda, platinata, che aspetta il prossimo cliente. Dopo qualche secondo scende dall'abitacolo e va a ingannare l'attesa accavallando le gambe su una poltroncina bianca e annerita a due metri. È il suo povero trono. Intorno, via Brin è un via vai di bus e discariche, ruderi e palazzi abbandonati strapieni di erbacce, immondizia, bidoni arrugginiti e altre indegnità urbane. Ma non solo. Dopo 20 metri, come in una schizofrenia urbanistica improvvisa, a pochi passi da un negozio della Ducati si ergono due strutture nuove di zecca. Una è il dormitorio Adisu l'Orientale, l'altra è il centro commerciale Eccellenze Campane. Sbucano dal nulla e stonano, purtroppo, rispetto al resto della strada. Sembrano cattedrali nel degrado.

«Questa zona ha una doppia personalità - conferma subito Antonio Panariello, addetto amministrativo di Adisu l'Orientale, il dormitorio universitario - Fino a una certa ora è vivibile. Poi di sera diventa terra di nessuno: c'è prostituzione per lo più transessuale e abbandono. Abbiamo circa 120 studenti, e i disagi riguardano soprattutto loro: hanno subito diversi furti. Occorre una presenza maggiore della polizia». Voci simili si raccolgono al centro commerciale: «Prima che aprisse Eccellenze Campane la strada era messa peggio, abbiamo realizzato un risanamento della zona, almeno per quanto ci riguarda - dice Maria Pia Brosio, responsabile amministrativa di Eccellenze Campane - Ma le cose cambiano su ciò che spetta alle istituzioni: la strada non viene pulita e c'è prostituzione all'esterno. Eppure, davanti allo store cinese appena aperto, il fenomeno è scomparso. Il degrado incide negativamente sui nostri giri commerciali». «Un'altra criticità riguarda i collegamenti della rete tranviaria, con i lavori ancora in corso - aggiunge Alessio Cutino, store manager di Eccellenze Campane - Qui non è ben collegato al centro e non è nemmeno ben illuminato. Una presenza maggiore di forze dell'ordine senz'altro aiuterebbe». © RIPRODUZIONE RISERVATA