«Federico II, rifiuti selvaggi in strada», e il condominio denuncia in Procura

Lunedì 17 Giugno 2019 di Luigi Roano
Questa volta il tenace consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli fa appello direttamente alla Procura. E nel mirino ci finisce la gloriosa Federico II per deposito di rifiuti in orari e luoghi non consentiti. Siamo in via Antonio Tari, a quattro passi dal corso Umberto e attaccati all'ingresso principale dell'Università più antica d'Europa. La scintilla che ha portato all'esposto contro rifiuto selvaggio parte dai condomìni di via Tari, evidentemente stanchi di un andazzo che era abituale. Vale a dire grossi sacchi colmi di spazzatura abbandonati sui marciapiedi targati Federico II.
 
«L'amministrazione verifichi l'operato degli addetti alle pulizie e vigili sul buon lavoro delle ditte appaltatrici. Giusto che gli abitanti civili pretendano rispetto regole» il grido di dolore di Borrelli: «È imbarazzante - racconta ancora l'esponente dei Verdi - che proprio dall'Università Federico II provenga una condotta illecita nello smaltimento dei rifiuti, come segnalato opportunamente dall'amministratore e legale rappresentante del condominio di via Tari, l'avvocato Stefano Bartone». Borrelli entra nel merito di quello che ha constatato: «Stando alla segnalazione sei grandi sacchi contenenti rifiuti indifferenziati questa mattina (ieri ndr) sono stati abbandonati dal personale operante per la sede di Scienze Politiche di fronte al civico 22, esponendo ingiustamente i condomini ai miasmi dei rifiuti lasciati putrefare sotto il sole attirando, inoltre, ratti e insetti dannosi per la salute». Insomma il caso è aperto e Borrelli non farà sconti, diventerà anche questa una delle sue battaglie uguale a quella contro i parcheggiatori abusivi: «Sono certo che la Federico II non manchi dei contenitori per la differenziata né del calendario per rispettare i giorni del giusto conferimento - conclude il consigliere regionale - pertanto auspico una migliore organizzazione da parte di coloro che rischiano con una condotta illecita di macchiare l'autorevolezza della prestigiosa Università».

Il rapporto tra la Federico II e la Tari - la tassa comunale per il servizio di raccolta dei rifiuti della spazzatura - è controverso. Da dieci anni l'Università non paga la Tari al Comune. Ammonta a 69 milioni di euro il debito complessivo per la tassa sui rifiuti, che l'ateneo federiciano ha contratto con il Municipio dal 2008 ad oggi: 24 milioni negli ultimi quattro anni e 45 milioni dal 2008 al 2012. Per questi ultimi è in corso la procedura coattiva di Equitalia. Il caso esplose durante l'udienza pubblica presso la sezione di controllo regionale della Corte dei Conti, dove il Comune era chiamato ad esporre le controdeduzioni dopo il deferimento ricevuto da parte dei magistrati contabili, rispetto alla legittimità della delibera di rimodulazione del piano di rientro dal debito del 30 settembre 2016 e all'accertamento di alcuni debiti posti in bilancio. E in questa discovery effettuata dal Comune vennero fuori i debiti della Federico II. A rivolgersi al collegio giudicante della magistratura contabile fu l'assessore al Bilancio e attuale vicesindaco Enrico Panni. Essendo udienza pubblica tutta la città ascoltò la voce di Palazzo San Giacomo che destò grande scalpore. «Abbiamo fatto partire 400 comunicazioni a tutti quelli che consideriamo i grandi debitori verso il Comune» spiegò nella calda estate del 2017 Panini, che precisò: «Sulla Tari abbiamo verificato che i grandi debitori sono tutte amministrazioni pubbliche, che coprono il 13 per cento dell'ammontare totale». Poi l'affondo: «A me fa male sapere che un luogo prestigioso dell'istituzione universitaria napoletana ci debba la bellezza di 24 milioni, sommati ai 45 milioni in carico a Equitalia». © RIPRODUZIONE RISERVATA