«Acerra è una città crocifissa»,
Di Donna contro Comune e Regione

Il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna
di Enrico Ferrigno

ACERRA. “Siamo un popolo crocifisso. Una città crocifissa che anela a risorgere. Un territorio devastato. Siamo fermi al venerdì Santo”. Monsignor Antonio Di Donna ci va duro nella sua omelia di Pasqua nella cattedrale di Acerra e si scaglia senza mezze misure contro i politici regionali e locali, ma anche contro la rassegnazione del suo popolo.  

“Ragazzi e giovani continuano ad ammalarsi e a morire. Prima la Montefibre, poi l’inceneritore hanno distrutto i nostri campi ed ancora oggi si continua a parlare di quarta linea dell’inceneritore: un grande bufala”, tuona dal pulpito don Antonio Di Donna. Il prelato accusa Palazzo Santa Lucia di dire bugie quando “dice che è necessaria per combattere l’emergenza dei rifiuti che si avrà a settembre con la chiusura dell’impianto, ma è falso perché sappiamo che ci  vogliono tempi molto lunghi per fare una quarta linea dell’inceneritore” Il prelato lamenta ancora una volta un deficit di democrazia perché sull’inceneritore “non c’è controllo e noi non sappiamo niente”.

Ed i suoi strali sono anche per l’inerzia sulle polveri sottili che inquinano l’aria delle città a nord di Napoli. “Da anni non si applica il piano regionale per la tutela dell’aria nelle nostre città. Intanto ragazzi e giovani continuano ad ammalarsi e a morire. E non solo loro”, accusa dal pulpito monsignor Di Donna. Ma il vescovo si Acerra non risparmia nemmeno il Comune  “Anche la politica cittadina è senza progetti, senza sogni.  Il Piano urbanistico comunale è una buona cosa, ma non può ridursi solo ad una questione tecnica. Bisogna prima riflettere, quale città vogliamo per i nostri figli.  Una politica senza sogni senza progettualità si riduce a mero pragmatismo, a rincorrere semplicemente le emergenze“, avverte il prelato al cospetto di una cattedrale stracolma di fedeli invitando tutti a ripopolare le piazze cittadine da tempo deserte. 

“Questa città non può fermarsi al venerdì santo. Sarà Pasqua per Acerra, quando tutti parteciperemo allo sviluppo della città, vincendo la rassegnazione e non voltandoci dall’altra parte. Quando le forze sane di questa città si metteranno insieme per la rinascita del territorio. Quando sarà fatto tutto il possibile per la salute dei cittadini. Sarà Pasqua, quando le scuole, le biblioteche, i centri musicali e sportivi saranno più numerosi delle sale da gioco. Quando i mafiosi ed i mercanti di veleni si pentiranno ed i giovani non dovranno più emigrare. Quando finalmente non si ammaleranno più bambini e giovani”, ammonisce monsignor Antonio Di Donna.
Domenica 21 Aprile 2019, 21:04 - Ultimo aggiornamento: 21-04-2019 21:57
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3 di 3 commenti presenti
2019-04-22 20:56:25
Intervento notevole da un ruolo autorevole e a contenuto evangelico poiché è schierato su un versante sofferente a cui va data speranza cambiando una realtà lacerata da soprusi da ingiustizie da corruzione, da infingardi politicanti...dall ‘indifferenza per coltivare il proprio tornaconto. Che si dia spazio tramite la stampa a questa voce. Siamo dalla parte del vescovo. Riconosciamo la Sua autorevolezza pulita e onesta.
2019-04-22 09:22:24
Un sentito grazie al Mattino x la sensibilità alla diffusione di parole ed esempio di civiltà del Vescovo Di Donna,degno rappresentante della Chiesa Universale SANA."tutto ciò che farete al più piccolo dei miei fratelli ,l'avrete fatto a me". e Il Signore della vita, carissimo Monsignore Antonio, x Te avrà poca Misericordia; la serberà x gli altri. Tu sei uomo di Verità, Fede e di Speranza.Ti saluto da Busto Arsizio, assicurandoti le mie preghiere al Signore della Vita. un abbraccio in XTO antonio, laico Comboniano
2019-04-21 21:25:42
Parole sante e tale rimarranno, se il popolo non si ribella, w le france

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