Almaviva, verso una deroga al contratto
taglio ai salari per salvare Napoli

di Pino Neri

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Almaviva non si pronuncia ma ambienti vicini all’azienda hanno fatto trapelare che si sta lavorando attorno a un’ipotesi forse in grado di scongiurare la chiusura annunciata dei call center di Napoli e di Roma e il contestuale licenziamento di tutti i 2511 dipendenti. È l’ipotesi di un accordo in deroga al contratto nazionale delle telecomunicazioni, di un patto puntato al contenimento del costo del lavoro e, in particolare, dei salari. Si tratta di uno degli strumenti illustrati dal gruppo ai sindacati nel 2014, cioè all’inizio di questa crisi profonda dei ricavi nelle attività del comparto centromeridionale. In quella occasione però non ci furono sviluppi. Ma ora che la situazione precipita corre voce che ci sia la concreta possibilità che l’ipotesi possa tornare d’attualità. Del resto, il primo confronto sui licenziamenti, tenuto mercoledi al ministero dello Sviluppo Economico, ha fatto registrare una fumata nera, con le parti arroccate sulle rispettive posizioni. La procedura di mobilità non è stata bloccata. Scadrà il 18 dicembre.

Intanto la via d’uscita che punta al contenimento dei costi verte su tre perni principali. L’ipotesi accantonata nel 2014 conteneva l’equiparazione dei salari a quelli integrati dalla copertura del contratto di solidarietà. Equiparazione che scatterebbe una volta esaurito l’ammortizzatore sociale. C’è poi l’istituzione di un comitato di sorveglianza costituito dai rappresentanti dei lavoratori capace di svolgere una funzione di controllo delle attività. Infine: la partecipazione dei dipendenti agli utili aziendali una volta imboccata la strada del ritorno in bonis dei conti.
Sabato 15 Ottobre 2016, 10:15
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