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Ferrari, voti e droga: si pentono i Cristiano, potenti boss coinvolti nella faida di Arzano

Venerdì 12 Agosto 2022 di Marco Di Caterino
Ferrari, voti e droga: si pentono i Cristiano, potenti boss coinvolti nella faida di Arzano

Trema la camorra di Arzano e quella a nord di Napoli. Pochi mesi dopo il loro arresto Pasquale Cristiano e suo padre Pietro hanno deciso di diventare collaboratori di giustizia. Pietro, cofondatore del clan 167, da mesi sta riempiendo pagine e pagine di dichiarazioni ai magistrati della Dda di Napoli; il secondo, noto come pickstik, protagonista del giro in Ferrari per la Comunione del figlio con i sui affiliati a bloccare il traffico di Arzano, solo da poco ha deciso di rivelare segreti, omicidi, estorsioni e di parlare della longa manus del clan sulle comunali del 2017, quando fu eletta sindaco Fiorella Esposito (lista de Magistris), costretta nel 2019 a lasciare in seguito allo scioglimento per infiltrazioni del Consiglio, il terzo consecutivo.

Le rivelazioni di «pickstik, in particolare, stanno aprendo squarci sulla faida del clan 167, spaccato in due frange violentemente contrapposte, i Cristiano da una parte, i Monfregola dall'altra. Uno scontro iniziato con l'agguato al Roxy Bar di Arzano, dove fu ucciso il reggente del clan Salvatore Petrillo, nipote di Pietro Cristiano e cugino di Pasquale, mentre restarono feriti due guardaspalle del ras e due innocenti avventori. Fu quello il prologo della stagione delle bombe a Frattaminore, dove i Cristiano avevano trovato riparo, e delle minacce di morte a don Maurizio Patriciello e a Biagio Chiariello, comandante della polizia municipale di Arzano.
 

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