Castellammare, dalle fabbriche
al cemento: lo spettro della speculazione

Giovedì 14 Gennaio 2021 di Fiorangela d'Amora

Appartamenti sul mare, i privati accelerano sulla trasformazione di Via De Gasperi. Annunci immobiliari per la vendita di appartamenti ancora in costruzione, si accende la polemica politica. Dopo che i riflettori si erano accesi sull'area nord della città per la chiusura della Meridbulloni, lo sviluppo turistico di quella parte di lungomare che guarda verso il Sarno e Torre Annuziata è già terreno di scontro con l'opposizione. «Inizia il sacco a Castellammare - accusa Tonino Scala di Leu - si rilasciano concessioni a costruire, mentre la città discute di strumenti urbanistici, non avendo messo, come avevamo chiesto, un punto fermo su via De Gasperi». I permessi, del tutto legittimi, si inseriscono in un vuoto normativo. Quell'area non ha vincoli: l'ultimo che provò a regolamentare via De Gasperi liberando spazi verso il mare fu Salvatore Vozza che dovette registrare, durante il consiglio comunale, la protesta di decine di imprenditori che bloccarono il provvedimento e contribuirono ad anticipare la fine del governo dell'ex parlamentare. Dal 2010 ad oggi, sulla trasformazione turistica è rimasto tutto fermo, salvo l'iniziativa di privati che intanto hanno realizzato locali, concessionarie, negozi e case vacanze. «C'è una responsabilità politica che apre un varco sull'unica zona dove è possibile programmare seriamente il futuro di Castellammare. Questo precedente - spiega Scala - legittima tutti gli altri siti ex industriali a fare la stessa cosa. Avremo, se non si interviene ad horas, una nuova città nella città, case su case».


L'annuncio che ha scatenato le polemiche riguarda uno stabile ancora da costruire ma già in vendita. Appartamenti da 230 metri quadri per un valore di 950 mila euro. Direttamente sul mare e con la veduta sul Golfo. Un investimento in una zona ancora ibrida, a metà tra area commerciale, industriale e forse turistica. Il mare che bagna le future case è inoltre non balneabile a causa della vicinanza del Sarno. «Mentre la politica non decide, i privati vanno avanti - commenta Peppe Giordano segretario del Pd - noi abbiamo progetti di sviluppo per quella parte di città, ma è comprensibile che privati possano pensare a progetti propri se noi per primi non diamo una linea comune. Come pensiamo un giorno di liberare quell'area se sono già nati e stanno per nascere interessi privati?».

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A pochi passi dal nuovo edificio che potrebbe nascere nei prossimi mesi, c'è il porto turistico di Marina di Stabia. Proprio il progetto sulla conversione dei capannoni alle spalle della darsena è l'altro grande tema sul tavolo della politica. «Abbiamo regalato con fondi statali quella parte di territorio a imprenditori che oggi pensano di fare altre case al posto di strutture per l'interesse della città - prosegue Giordano - sappiamo bene che i tempi sono cambiati e quel progetto va rivisto, ma chiudersi alla città non è la strada giusta». Sulla stessa linea anche Andrea di Martino di Italia Viva: «È evidente che in questi anni c'è stata una deregulation urbanistica su quell'area che pone il Comune di fronte ad una difficoltà - spiega Di Martino - i grandi temi su via De Gasperi rischiano di indebolire anche la vicenda Meridbulloni. Nonostante il consiglio comunale abbiamo posto un vincolo conformativo sugli spazi della fabbrica di bulloni - vincolando l'area a fini industriali o di interesse pubblico - il Puc non è stato ancora approvato. I ritardi rischiano di vanificare qualsiasi sviluppo turistico».

 

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