Covid a Napoli, il business delle ambulanze: nel picco dei contagi c'è un'indagine bis

Venerdì 4 Dicembre 2020 di Maria Pirro

Business delle ambulanze private, atto III. Carabinieri in azione: controlli intensificati in strada e nei pressi degli ospedali per evitare speculazioni. E un avvocato denuncia il caro-trasporti in Procura.

Nell'esposto, sono indicati i prezzi, da 500 a 1.000 euro, cui vanno aggiunte le richieste per ogni ora di attesa a bordo, prima di ottenere la visita e il ricovero in ospedale. Non solo. «Dalle nuove segnalazioni raccolte è emersa una circostanza ancora più allarmante», avverte l'avvocato Alessandro Milo, presidente della associazione Odissea, che aggiunge: «Sembrerebbe che a Napoli circolino delle ambulanze private, che cercano di svolgere lo stesso servizio, prive di ogni presidio medico, della benché minima autorizzazione e addirittura del certificato assicurativo». Di qui la richiesta: «Se tale circostanza fosse confermata, si tratterebbe di un comportamento inqualificabile, anche perché sembrerebbe svolto da persone prive, tra l'altro, anche della benché minima formazione professionale, costituendo un pericolo per sé, per i loro familiari e per il resto della cittadinanza, in termini di diffusione dell'epidemia». A proposito, il legale chiarisce: «Ho firmato direttamente l'atto di accusa, perché la gente che me ne ha parlato ha paura di farsi avanti».

Già all'attenzione del Mattino (un articolo del 6 novembre è allegato da Milo alla denuncia), diversi riscontri sono riportati dalla polizia in un fascicolo di inchiesta trasmesso ai magistrati partenopei. E indagano anche i carabinieri del comando provinciale di Napoli. Controlli che si aggiungono ad altri realizzati dai Nas in tutta Italia: contro chi se ne approfitta, per evitare zone grigie sia dal lato della sicurezza, sia dal lato dell'assistenza. A occuparsene è il reparto operativo al comando del tenente colonnello, Christian Angelillo.

L'invito ai cittadini è quello di non avere paura e contribuire alle verifiche dei militari, rendendo possibili ulteriori accertamenti. Del resto, è emblematico quanto riferito al Mattino da Lino Vairetti, il cantante degli Osanna, contagiato dal figlio e alla ricerca di un'ambulanza privata. «Mi hanno chiesto milleduecento euro, come forfait, oppure 500 euro per il trasporto da casa in ospedale più altri 100 per ogni ora di attesa davanti al pronto soccorso». Di più. «Il tutto, da pagare in contanti. Subito». 

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Interpellato, è già intervenuto anche Giuseppe Galano, responsabile del 118 e e componente dell'unità di crisi regionale sul coronavirus, avvertendo che «è sbagliato ricorrere al fai-da-te, perché il servizio di emergenza non provvede solo al trasporto ma discrimina le richieste in base a diversi fattori che vanno considerati per garantire sicurezza e appropriatezza nell'assistenza», il monito. «Affidarsi ai privati può essere pericoloso, perché non è detto che in ambulanza ci siano operatori sanitari qualificati. Senza trascurare che i mezzi vanno sanificati secondo precisi protocolli».

Ultimo aggiornamento: 11:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA