Napoli, al Plebiscito 10 minuti di silenzio dei lavoratori dello spettacolo: «Senza risposte sarà agitazione generale»

Venerdì 22 Maggio 2020 di Paola Marano

Non una performance ma 10 minuti di silenzio preceduta da un rullo di tamburi perché «lo spettacolo si deve fermare» finché non ci saranno risposte concrete per i lavoratori intermittenti del settore.

Circa 500 tra direttori tecnici, elettricisti, attori, attrici, e musicisti sono scesi in piazza del Plebiscito, nel pomeriggio di oggi, per chiedere misure adeguate di sussistenza ai professionisti che operano nel mondo dello spettacolo, costretto a calare il sipario a causa dell’emergenza Coronavirus. Una dimostrazione statica, in antitesi alla natura dinamica del campo, durante la quale gli addetti ai lavori hanno chiesto al governo un tavolo immediato entro fine mese altrimenti «comincerà un’agitazione – ha spiegato Matteo Garofalo del coordinamento Lavoratori e Lavoratrici dello spettacolo in Campania - Abbiamo scritto in regione e non ci hanno ricevuto se non dopo una nostra forzatura, ma sul piatto non c'è ancora niente. Lo stesso vale per il governo, è stata inviata una lettera al ministro Dario Franceschini e al premier Conte perché  le risorse messe in campo fino a questo momento sono assolutamente insufficienti e inutili per il nostro problema».
 

 

Secondo le ultime disposizioni l’apertura dei teatri è prevista il 15 giugno. Una ripartenza che la categoria vorrebbe avvenisse con la garanzia di «un ombrello che copre il 90 per cento delle persone che non andranno a lavorare».«Siamo tutti lavoratori a chiamata, intermittenti, quindi usciamo fuori da qualsiasi tentativo di adattare degli ammortizzatori standard preesistenti – ha detto l’elettricista teatrale Francesco Rispoli - Molte persone non sono riusciti  neanche ad avere i 600 euro che erano già una miseria per una famiglia come la mia, con tre figli».
 

In piazza artisti, volti noti del mondo culturale partenopeo e della musica live, categoria che più di tutte soffre il distanziamento sociale. «Il nostro è un campo legato all’empatia, all'abbracciarsi, al sudore e al ballare tutti quanti assieme – ha sottolineato Giuseppe Fontanella, chitarrista del gruppo  24 grana e produttore - tutte cose assolutamente incompatibili con questa emergenza. L’appello del musicista è quello di un “reddito di continuità minima per far resistere il settore fino a che non si stabilirà un minimo di normalità per poter riprendere con sicurezza e tranquillità per tutti».

Ultimo aggiornamento: 19:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA