Covid e scuola, riapre l'istituto comprensivo di Torre del Greco: «Il virus ci ha ucciso due insegnanti, abbiamo paura»

Martedì 1 Settembre 2020 di Francesca Mari

L'ondata del virus fu travolgente. Sette dipendenti della scuola, tra docenti e amministrativi, furono contagiati. Due insegnanti morirono. L'istituto comprensivo Don Bosco-Francesco d'Assisi di Torre del Greco ha pagato un prezzo altissimo e oggi, tra il dolore ancora vivo per le docenti scomparse, lo spettro di quei mesi orribili e le troppe incognite sul futuro, si prepara alla riapertura.

Da questa scuola il primo marzo scorso partì la diffusione del contagio nel Vesuviano e in particolare a Torre del Greco, che con oltre cento contagiati e venti morti è stato il comune più colpito della provincia. La prima a risultare positiva fu una maestra, Mariolina Lombardo, 47 anni, di Striano; seguì a ruota il suo collega Raffaele Bifulco, 61 anni, di Terzigno ma residente a San Valentino Torio: quindi fu contagiata Giuseppina Ruggiero, professoressa di matematica, 58 anni, di Torre del Greco. Seguirono altri contagi, anche nei rispettivi nuclei familiari. La Lombardo, dopo un lungo ricovero al Cotugno, si sarebbe salvata. Bifulco e Ruggiero non ce l'hanno fatta: il primo morì dopo le dimissioni dall'ospedale; la seconda sconfisse il virus ma dopo pochi giorni (era ancora ricoverata al Cotugno) fu stroncata da un infarto.
 

 

Le preside Rosanna Ammirati e il personale scolastico sono a lavoro per l'imminente riapertura, non senza timori. «Il dolore è ancora vivo - dice la dirigente - e la tragedia che abbiamo vissuto resterà indelebile. Non appena sarà possibile organizzeremo un evento per commemorare i due insegnanti che erano molto amati e hanno lasciato un gran vuoto. Siamo stati fin da subito in prima linea per contrastare la pandemia e non ci siamo mai fermati, sia sostenendo gli alunni nella didattica a distanza sia accompagnandoli nell'elaborazione dei lutti e dei cambiamenti. Abbiamo lavorato per garantire la sicurezza agli alunni e a tutta la platea scolastica. Non siamo stati lasciati soli, ci sono stati vicini sia il sindaco Giovanni Palomba che il direttore dell'Ufficio regionale scolastico, Luisa Franzese». La riapertura resta un'incognita. «Rispetteremo le direttive ministeriali anche se la mia speranza - confida la preside Ammirati - è che si riapra dopo le elezioni per avere più tempo per adeguarci alle disposizioni governative. Alcune indicazioni non sono chiare. Chi sarà addetto al rilievo della temperatura? Chi dovrà organizzare i gruppi?».
 

Il professore Bifulco insegnava alla primaria e i suoi colleghi hanno spiegato, con molto tatto, ai piccoli alunni perché non lo rivedranno più; la perdita della Ruggiero, insegnante di matematica alle medie, è stata uno shock soprattutto per i ragazzi della terza che hanno dovuto sostenere l'esame senza un loro punto di riferimento. «Ci stiamo organizzando per riaprire in sicurezza - prosegue la Ammirati - perché non solo dovremo tutelare il diritto allo studio, ma anche quello alla salute. Entrambi i diritti sono imprescindibili. Abbiamo suddiviso le aree di entrata e di uscita per evitare assembramenti, potenziato gli strumenti di sanificazione e di igiene sia personale che degli ambienti». Ma la paura della seconda ondata è inevitabile. «Non possiamo pensare di tornare a far scuola come è avvenuto fino allo scorso febbraio conclude la Ammirati , oggi i parametri sono cambiati. Abbiamo bisogno di maggiori risorse, più personale scolastico e più arredi, come i banchi monoposto che non sono ancora arrivati. Abbiamo provveduto con i fondi della scuola a dotarci di duecento banchi monoposto, ma adesso ci servono le risorse e su questo non dovranno esserci sconti». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA