Incidente a Napoli, il consigliere Simeone in ospedale: «Travolto alle spalle, chi mi ha investito non mi ha soccorso»

Giovedì 9 Luglio 2020

Una brutta avventura ma finita bene: «Sono stato travolto, tamponato mentre stavo sulla mia moto, non ho visto chi mi ha fatto volare dall'altra parte della strada ma di sicuro non mi ha soccorso». Nino Simeone, Consigliere comunale di demA, candidato alle regionali nelle liste di Vincenzo De Luca, Simeone nella sfortuna di essere stato vittima di un incidente stradale è stato allo stesso tempo fortunato, perché poteva andare molto peggio: «Stavo andando piano più o meno erano le 18,30 quando all'improvviso mi sono sentito letteralmente sbalzare dalla moto. Sono stati momenti concitati, ero terrorizzato - spiega Simeone - ricordo il dolore fortissimo. Il braccio penzoloni spezzato in più parti e poco più. Ripeto, non sono stato soccorso da chi mi ha investito».

Una scena da paura quella vissuta dal consigliere comunale al Corso Vittorio Emanuele all'altezza del Pontano in un'ora tra l'altro molto trafficata. L'incidente è stato preso in carico dai vigili urbani che stanno cercando di risalire all'investitore utilizzando anche le telecamere che non mancano in quell'area del corso Vittorio Emanuele tra altro oggetto di lavoro di risistemazione del manto stradale. «Sono stato un'ora con il braccio rotto assistito da passanti, la stessa ambulanza prima di arrivare ha impiegato moltissimo tempo e ho dovuto sopportare un dolore fisico che non auguro a nessuno». Simeone, che è anche il presidente della Commissione Mobilità del Consiglio comunale, in questi giorni, ironia della sorte, si sta battendo perché la mobilità cittadina non sia solamente incentrata sulle auto private. «Domani dovrebbero operarmi - racconta Simeone che è ricoverato al Fatebenefratelli di via Manzoni - gli incidenti possono capitare ma non essere soccorso è una cosa ben diversa». Invece ringrazio l'automobilista che veniva dalla direzione opposta che ha avuto la prontezza di frenare sennò sarei stato schiacciato». 

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