Corso Meridionale: due anni
di lavori, ma è tutto da rifare

Martedì 13 Agosto 2019 di Valerio Esca
Tombini coperti, dislivelli ovunque, mezza carreggiata asfaltata (male), l'altra ancora da completare. Ci sono voluti due anni e una proroga sulle opere da compiere per ritrovarsi un corso Meridionale in condizioni vergognose. Il cantiere doveva essere riconsegnato per le Universiadi, così come la maggior parte dei cantieri in città. In effetti i nastri rossi e le protezioni non ci sono più, anche se ieri, dulcis in fundo, è stato effettuato un intervento per i sottoservizi bucando proprio sulla parte già asfaltata. Una strada gruviera, neanche fosse un Camel trophy, con una parte di carreggiata ancora da terminare. Un'arteria principale come corso Meridionale, che per mesi ha causato disagi enormi agli automobilisti, visto il restringimento della carreggiata, viene restituita alla città in pessimo stato. Perché non effettuare lavori di notte? Inoltre c'è il rischio altissimo che il cantiere riapra a settembre per il completamento delle opere. Con il caos assicurato.

 

I LAVORI
La prima ordinanza per le opere in corso Meridionale risale al 6 novembre 2017, con durata fino al 5 maggio 2018, data in cui la ditta esecutrice dei lavori avrebbe dovuto riconsegnare il cantiere. Fu disposto il divieto di sosta permanente con rimozione coatta su ambo i lati dei tratti stradali di volta in volta impegnati dai lavori, in funzione dell'avanzamento dell'area di cantiere. Arriva poi una proroga che porta ad una seconda ordinanza, del 20 maggio 2019, con validità fino al 12 luglio 2019. Cantiere rimosso dopo il 12 luglio e soprattutto con evidenti segni di opere da completare.
L'AFFONDO
«È proprio il caso di dire: questi sono lavori fatti con i piedi» tuona il presidente della commissione Infrastrutture e Mobilità Nino Simeone: «Non so chi doveva controllare l'andamento del cantiere, ma lo scopriremo presto. La cosa che a me fa più arrabbiare è il silenzio degli assessori e dei dirigenti competenti. Qui sembra che il problema sia diventato soltanto il mio e dei cittadini». Simeone ricorda poi come «i lavori al corso Meridionale siano cominciati nel lontano 2017 e hanno ottenuto una proroga fino a luglio del 2019. Da allora ad oggi sono stati effettuati lavori soltanto sulla metà della corsia stradale, creando enormi problemi alla viabilità cittadina, considerando che il corso Meridionale è una strada principale, attigua alla stazione centrale e accesso principale al Centro Direzionale». Una strada ostaggio per mesi e mesi di un cantiere, che alla fine si è rivelato un pasticcio. «Sembrava dover uscire fuori un'opera di alta ingegneria stradale e invece è stato partorito un topolino, per giunta specchiato. Asfalto messo malissimo, tombini coperti, dislivelli dappertutto. Una vergogna. Chi pagherà per questo sconcio? La dura verità è che purtroppo chi ha già pagato le conseguenze di questi disservizi sono i napoletani. Senza contare i danni di immagine essendo piazza Garibaldi, corso Meridionale e corso Lucci l'ingresso della nostra città per i turisti».
GLI ALTRI CANTIERI
La situazione resta critica. Sono ancora troppe le aree cantierizzate, che creano continue difficoltà alla mobilità e al traffico cittadino. Per portare a compimento le opere della Linea 1, con la fermata che permetterà ai viaggiatori il diretto ingresso nella Stazione Marittima, è stata eliminata la corsia preferenziale di via Acton, dove saranno utilizzate soltanto due corsie alla volta: prima quella lato Porto, poi quella lato Cavalli di Bronzo. Facile presumere che nel periodo di settembre, con l'apertura di scuole e uffici, con la città che tornerà a ripopolarsi dopo le vacanze estive, si andrà incontro ad un imbuto e ad un caos senza precedenti. I lavori dovrebbero terminare per fine ottobre, con il rischio che si possano protrarre fino all'inizio del prossimo anno. A questo si aggiungono il cantiere di piazza Municipio, i lavori di via Marina, quelli di Porta Capuana, piazza Garibaldi, che resterà chiusa per tre mesi, piazza Carlo III, i lavori della Riviera di Chiaia, con l'ipotesi di aprire i cantieri a corso Vittorio Emanuele, dove a Cariati sono già cominciati gli interventi. «Non c'è un'area del centro che non sia interessata da cantierizzazione senza alcuna regola e senza nessun criterio. Chiunque ha l'esigenza di fare un lavoro che sia di natura pubblica o privata apre e invade le nostre strade» rimarca ancora Simeone, che incalza: «Dopo la pausa estiva convocheremo una seduta della commissione mobilità per chiarire tutti i punti oscuri che riguardano sia corso Meridionale che gli altri cantieri. I cittadini sono stanchi e dobbiamo dare loro risposte concrete».
© RIPRODUZIONE RISERVATA © RIPRODUZIONE RISERVATA