Sedie, tavolini e gazebo. Tar boccia ordinanza ma il Comune di Napoli insiste: «L'iter per le autorizzazioni non si ferma»

Lunedì 8 Giugno 2020

Il Tar Campania ha accolto il ricorso presentato dal comitato 'Chiaia Viva e Vivibilè contro il Comune di Napoli ed ha sospeso gli effetti dell'ordinanza emessa lo scorso 4 giugno dal sindaco, Luigi de Magistris, che consentiva l'ampliamento delle occupazioni di suolo pubblico per la somministrazione di beni e servizi in virtù delle misure di distanziamento sociale previste per la fase 2 e 3 post emergenza Covid. Il Tar ha fissato la Camera di Consiglio al prossimo 7 luglio. L'ordinanza sindacale, in deroga al vigente regolamento comunale relativo alle concessioni per l'occupazione temporanea di suolo pubblico, nasceva con l'esigenza di garantire il rilancio delle attività economiche post lockdown. Il Tar evidenzia che «i permessi temporanei emergenza Covid» sarebbero rilasciati a seguito «di sola valutazione effettuata dall'amministrazione» e che tale ordinanza «a tutt'oggi costituirebbe l'unico presupposto provvedimentale per il rilascio di un numero imprecisato e imprecisabile di titoli ampliativi che costituiscono a tutti gli effetti assegnazioni in uso aggiuntive di spazi pubblici». Nella decisione il Tar sottolinea inoltre che gli effetti derivanti «sembrerebbero prodotti in carenza di alcuna verifica effettiva nelle molte e diversificate aree interessate, degli ineludibili profili di tutela della sicurezza pubblica, anche connessi al traffico veicolare, e dei beni storico-artistici». La decisione di sospendere l'ordinanza sindacale è spiegata anche perché «non si giustifica affatto l'immediata operatività della disciplina derogatoria e acceleratoria in un quadro che tutt'ora richiede il penetrante controllo pubblico anche delle attività economiche in ragione del persistente stato di emergenza sanitaria». 

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«Il decreto del presidente della Sezione Quinta del Tar Campania sull'ordinanza sindacale di sostegno delle attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, che prevede la possibilità di ampliare o rilasciare nuove occupazioni di suolo con tavolini, sedie, ombrelloni ed altri arredi, non provocherà nessuna interruzione dei procedimenti  amministrativi in essere - scrivono in una nota il sindaco Luigi de Magistris e l'assessore alle attività produttive Rosaria Galiero - restano valide a tutti gli effetti le richieste pervenute e che perverranno, relative ad occupazioni di suolo da parte dei pubblici esercizi conformi all'art. 15 del Regolamento dei Dehors e all'art. 20 del Codice della Strada, ovvero nei tratti prospicienti alle attività, nelle aree pedonali urbane e nelle Ztl. Queste occupazioni, temporanee ed eccezionali, sono già sottratte per norma nazionale al parere della Soprintendenza e alle norme edilizie». 

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«Il provvedimento del Tar riguarda quindi esclusivamente i progetti complessi, che avrebbero consentito le occupazioni di suolo anche in aree non immediatamente prospicienti o in aree di circolazione non pedonali; anche queste occupazioni sono sottratte al parere della Soprintendenza e alle norme edilizie, e l'autorizzazione sarebbe stata rilasciata solo dopo la verifica volta ad accertarne la compatibilità con le esigenze di sicurezza in materia di circolazione. Sono state già date immediate indicazioni agli uffici per accettare comunque gli eventuali progetti per essere pronti al rilascio del titolo essendo materia di assoluta competenza comunale. Siamo esterrefatti da una serie di ordinanze e decreti che in questo momento non presentano alcun profilo di tutela alla salute  ma rappresentano solo dei freni alle attività economiche e sociali ed anzi favoriscono paradossalmente l’eventuale diffusione del contagio. Ricordiamo che il provvedimento in questione si muove nel solco di un intervento nazionale previsto nel Decreto Rilancio fortemente richiesto in sede Anci, e che consente ai Comuni, al fine di sostenere gli operatori economici, il rilascio a ’’burocrazia zero’’ e gratuità maggiori occupazioni di suolo».
 

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