Maltempo a Napoli tra strade esplose, detriti e segnali divelti: danni da uragano ma era un temporale

Domenica 27 Settembre 2020 di Antonio Menna

Nessuno fa festa, dopo la tempesta, ma si aggiungono colpi a colpi sul manto strappato della città dissestata. Da un capo all'altro del perimetro cittadino, dopo il primo maltempo dell'autunno, si contano i danni: dal Vomero a Fuorigrotta, da Napoli nord al centro storico, strade sbriciolate, avvallamenti, marciapiedi a brandelli, pezzi di strada ancora allagati, segnali divelti, rami caduti, caditoie ostruite e tutto un tappeto di detriti che il fiume di pioggia e liquami ha portato a spasso per la città. Sembra passato un uragano, ma era solo un forte temporale. È la fotografia di una Napoli scossa e ancora stordita, tra la paura del Covid e il dissesto, quella del giorno dopo, mentre il maltempo non è ancora passato e incombe sulle teste di tutti la paura di un altro improvviso quarto d'ora di pioggia e vento: cosa accadrebbe questa volta?
 

 

La zona collinare ha pagato il prezzo più alto a causa soprattutto delle violente folate di vento. Gli alberi, in particolare, in tutto il Vomero hanno ceduto: in qualche caso sono caduti di schianto, ostruendo strade, marciapiedi, e anche garage dei condomini. Rami secchi e spezzati ovunque per tutta la giornata di ieri: Via Scarlatti, coi platani piegati dal vento; Via Luca Giordano, i giardinetti di Via Ruoppolo pieni di arbusti. Ma resti di detriti, lasciati dal torrente di acqua piovana che si è abbattuto lungo i declivi, c'erano in Via Cilea, fino a Via Piave e poi a Corso Europa. Tombini totalmente occlusi da foglie e spazzatura, con la preoccupazione soprattutto dei commercianti che in caso di nuove piogge non venga assorbito nulla e negozi e scantinati possano allargarsi. Stessa preoccupazione al rione Alto, dove in genere si abbatte il fiume di acque dalla collina dei Camaldoli, e dove le caditoie hanno bisogno di rapidi interventi di manutenzione.
 
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Lo stradone che da Pianura porta ai raccordi di Via Cintia, nello snodo tra Fuorigrotta e Soccavo, ha cinque avvallamenti dove, ancora ieri mattina, c'erano pozze stracolme di acqua piovana, che costringevano gli automobilisti a pericolosi slalom. Stesse scene lungo la strada che scende verso Agnano e gli Astroni, poi in contrada Pisciarelli, e dall'altro lato, su Via Cintia. Alberi divelti davanti alla Facoltà di Economia di Monte Sant'Angelo, e marciapiedi distrutti davanti al Parco San Paolo. Il sottopasso accanto allo stadio San Paolo, che si allaga anche con una pioggia ordinaria, era già dimezzato da prima, per alcuni crolli; da ieri è ancora più dissestato. A Posillipo, salendo verso Via Manzoni, lo scenario desolante, come dopo una guerra, è ormai una triste abitudine. I marciapiedi sembrano esplosi, sotto la scarica delle radici di alberi che nemmeno ci sono più. Tronchi mozzi e asfalto distrutto. La pioggia violenta ci ha messo un nuovo carico. Distingui il nuovo danno dal vecchio danno grazie ai colori vividi. Terriccio, pietre, rami spezzati e asfalto crepato brillano sui detriti più vecchi, in un sommarsi di schiaffi senza soluzione di continuità. La beffa è il panorama sullo sfondo, forse quello più bello: da Nisida a Pozzuoli. Il viale che porta al Virgiliano, con il suo corridoio di piante mozzate, ha nuove buche nell'asfalto, almeno quattro, di cui due ampie che invadono l'intera carreggiata. Danni e buche anche in via Petrarca.
 
 

Il sottopasso del raccordo tra Via Toscanella e l'asse mediano, nell'imbocco di Chiaiano, si è ovviamente allagato. Chi lo frequenta lo sa: bastano cinque minuti di pioggia. Meglio girare al largo. Tutti i sottopassi delle strade a scorrimento veloce tra la periferia nord e l'area metropolitana diventano laghi artificiali. Gli alberi qui non sono caduti perché non ce ne sono, in compenso si sono divelti lungo le carreggiate i già cadenti cartelli stradali. In due casi, lungo via di Torrepadula, si sono piegati cartelloni pubblicitari e pali della pubblica illuminazione. Gli automobilisti hanno segnalato il pericolo al Comune. La speranza è l'ultima a morire. 

Ultimo aggiornamento: 15:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA