«Noemi Noemi», l'urlo dei napoletani in piazza Nazionale dopo l'agguato

Domenica 5 Maggio 2019 di Giuliana Covella

Al grido di «Forza, Noemi» oltre mille persone hanno partecipato questa mattina alla marcia anticamorra in piazza Nazionale. «DisarmiAmo» Napoli il titolo dell’iniziativa promossa da «Un popolo in cammino» con tante associazioni, tra cui Libera, il coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità, la Cgil, la Federconsumatori con Rosario Stornaiuolo, Ex detenuti organizzati con Pietro Ioia, Potere al popolo-Napoli est, Artur con Maria Luisa Iavarone, il garante dei detenuti della Campania Samuele Ciambriello, rappresentanti di Comune (gli assessori Alessandra Clemente, Enrico Panini, Laura Marmorale, i consiglieri Maria Caniglia, Marco Gaudini, Luigi Felaco, Pietro Rinaldi, Eleonora De Majo), della Regione (i consiglieri Francesco Emilio Borrelli e Bruna Fiola), di diverse municipalità (tra i tanti presenti, per la IV il presidente Giampiero Perrella, gli assessori Paola Pastorino e Stefano Maria Capocelli, i consiglieri Carmine Stabile, Alessandro Gallo, Vincenzo Borriello; per la III il presidente Ivo Poggiani, l’assessore Carmela Sermino, i consiglieri Regina Aluzzi, Sara Petricciuolo, Ciro Guida; per la II il presidente Francesco Chirico, l’assessore Susy Cimminiello, i consiglieri Angela Parlato, Bianca Verde, Luigi Petroli; per l’VIII la consigliera Maria De Marco).
 

 

​Una partecipazione di massa che non ha visto tuttavia la presenza del quartiere, dove venerdì pomeriggio fuori al bar Elite la piccola Noemi, 4 anni, che continua a lottare tra la vita e la morte al Santobono, è rimasta ferita per un proiettile che le ha attraversato i polmoni. «Non è possibile che la gente sia omertosa di fronte a quanto accaduto - tuona una donna riferendosi alle tante persone affacciate ai balconi in piazza - perché quello che è accaduto potrebbe capitare a chiunque e non è giusto voltarsi dall'altra parte».

«Che nessun genitore sperimenti questa esperienza al limite - dice Maria Luisa Iavarone, in piazza insieme al figlio Arturo - la vita ha un valore supremo. Oggi Arturo è qui con noi, aspettiamo presto Noemi, perché anche lei sia parte di un grande popolo che ha scelto di liberarsi e di vivere libera perché questa storia ci deve insegnare molto di più di quanto non ci stia dicendo oggi».

«Sono stato a questa manifestazione oggi a piazza Nazionale a Napoli -dichiara Samuele Ciambriello, garante dei detenuti della Campania - Siamo stanchi della violenza, della crudeltà di questi criminali, della malavita organizzata. Stanchi delle parole e delle promesse. Ero lì per testimoniare una reazione civile, sociale e culturale. Ero lì per mettere un argine agli impresari della paura, ai vacui slogan tardivi della politica romana. Ero lì per denunciare che mancano le risorse per scuola, cultura, welfare e lavoro. Ero lì per tallonare chi parla della resipiscenza civica sui social ma non è tra le persone. In cammino con le persone. Meglio esserci che discutere sempre sull’essere».
 


​«Tutti si chiedono come fare affinché queste cose non capitino più. - interviene Ivo Poggiani, presidente della III Municipalità - La risposta non è semplice, nessuno ha la ricetta perfetta, non esiste nessuna bacchetta magica. Ognuno deve fare la sua parte, istituzioni e cittadini. Il paradosso è però che la società civile in questi anni ha messo in campo ogni strumento possibile, sostituendosi spesso a chi avrebbe il compito di dare risposte. Insomma chi ha il diritto di contribuire lo esercita, chi invece ha il dovere per funzione istituzionale pare che rivolga ad altro le proprie attenzioni».

Tante le testimonianze di chi ha perso un familiare a causa della criminalità, come i parenti delle vittime innocenti come Antonio Landieri, Gianluca Cimminiello e Palma Scamardella, che hanno preso la parola per ricordare il sacrificio dei loro cari.

Ultimo aggiornamento: 15:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA