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Metropolitana di Napoli, l'ira di Manfredi: «Ritardi sui nuovi treni della Linea 1, ora il ministero acceleri»

Martedì 5 Luglio 2022 di Luigi Roano
Metropolitana di Napoli, l'ira di Manfredi: «Ritardi sui nuovi treni della Linea 1, ora il ministero acceleri»

L'ira del sindaco Gaetano Manfredi - se anche a modo suo, vale a dire ammorbidita da toni soft - questa volta traspare tutta ed è indirizzata verso il ministero delle Infrastrutture e della Mobilità. In particolare verso Ansfisa, acronimo che sta per Agenzia nazionale per la sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture stradali e autostradali. E l'insoddisfazione dell'ex rettore è dovuta al balletto dei collaudi dei nuovi treni per la Linea 1 dove - secondo il sindaco - il via libera tarda ad arrivare frenando così l'entrata in esercizio dei nuovi treni per iniziare a pensionare quelli attuali che hanno superato i 40 anni e sono a fine corsa. Per il sindaco si sta perdendo troppo tempo prezioso, soprattutto se si considera che sono 40 i nuovi treni da battezzare nel giro di un paio di anni per dare alla metro linea 1 di Napoli la dignità di un mezzo di trasporto che funziona e non ricordarlo soltanto come Il metrò dell'arte. Ma se non si rompe il ghiaccio con il primo sì al collaudo - che non si sblocca da un anno, siamo a luglio dell'anno scorso - sarà difficile collaudare più rapidamente gli altri treni. In questa cornice viene fuori l'ira di Manfredi. «I collaudi - dice il sindaco - stanno andando avanti con esito positivo, ma ci sono continue richieste di documentazione. Ho sottolineato al Ministero che bisogna agire con più velocità perché è chiaro che la sicurezza è il primo fattore ma quando diventa burocrazia allora non va più bene e dunque sono convinto che ci sarà un'accelerazione nelle prossime settimane per chiudere il collaudo e avviare la messa in linea». Dunque un Manfredi amareggiato perché la convinzione di poter regalare ai napoletani almeno uno dei treni nuovi per questa estate era forte. Invece il rischio che il primo battesimo slitti all'autunno è abbastanza grosso.

Una odissea che inizia il 20 luglio del 2021 quando il treno in questione alle prime uscite subisce un incidente, un principio di incendio sul tetto di uno dei vagoni. Una perizia lunghissima arrivata un paio di mesi fa ha stabilito che il treno non era difettoso, ma che un pezzo di ferro di sostegno alla volta della galleria aveva ceduto impattando sul pantografo provocando il principio di incendio. Quelli di Ansfisa però non ci stanno. Loro la pratica dei nuovi treni l'hanno ereditata dall'Ustif e in mano l'hanno presa solo a febbraio. «Noi non facciamo burocrazia, non mettiamo timbri. Non facciamo nulla che non sia utile ai cittadini» replicano fonti istituzionali dell'Ansfisa dove sottolineano «che non c'è volontà di fare polemica con il sindaco» ma che tuttavia il lavoro che fa l'Agenzia va ben chiarito: «Per noi la sicurezza non è mai burocrazia, basta chiederlo ai cittadini di Viareggio senza fare l'elenco di tutti i disastri che ci sono stati in Italia. Ci stiamo impegnando molto su Napoli dal primo giorno che è stato a febbraio, in quanto l'incidente del luglio scorso non è di nostra competenza. Napoli la stiamo seguendo da vicino e anche oggi stiamo facendo riunioni su riunioni, ce la stiamo mettendo tutta. Ma è sempre difficile individuare i tempi di un lavoro quando parliamo di sicurezza. Sono sopraggiunte delle problematiche di lavorazione anche in Ansfisa». Non l'unica problematica in materia di metro. Perché «in parallelo - racconta l'ex rettore - stiamo seguendo tutta la parte di collaudo e la messa in esercizio della linea 6. E le problematiche sono complesse». L'allusione è al fatto che si tratta di una tratta che risale al 1990 e non ha mai funzionato. «Abbiamo messo in campo una task force per rimettere a posto le stazioni, abbiamo trovato anche la copertura finanziaria ora serve solo lavorare».

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«La funicolare di Chiaia - racconta Manfredi - è arrivata al limite del tempo d'esercizio e dunque necessariamente dovrà chiudere considerando che già ci sono state delle proroghe. Cercheremo di ridurre al minimo il tempo di chiusura cosicché i disagi siano limitati a un periodo non troppo lungo». La chiusura arriverà a inizio del prossimo anno, il sindaco e la sua squadra - a iniziare dall'assessore alle Infrastrutture Edoardo Cosenza - si stanno organizzando affinché i lavori partano assieme alla chiusura cioè che non ci siano discrasie tra la chiusura e la cantierizzazione che allungherebbero e di molto i tempi. Di qui l'accelerazione sulla gara d'appalto. 

Ultimo aggiornamento: 6 Luglio, 19:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA