Napoli, Noemi lascia la Rianimazione: la bimba ferita in reparto con mamma e papà

Mercoledì 29 Maggio 2019 di Ettore Mautone

Noemi ha lasciato il reparto di Rianimazione del Santobono: a distanza di 25 giorni dal grave ferimento subìto a piazza Nazionale, in un micidiale agguato di camorra - quando un proiettile vagante aveva trafitto entrambi i polmoni e fratturato una vertebra e la scapola destra ponendola a rischio di vita - la bambina abbandona il reparto ad alta intensità di cure dove è stata ricoverata finora. Ad accoglierla è una degenza attigua alla rianimazione, deputata all'assistenza riabilitativa post intensiva. Un luogo in cui sono trasferiti i piccoli pazienti che, superata la fase più critica, non sono ancora in grado di andare in un reparto di degenza ordinario. Il vantaggio è che in quest'area, articolata in alcune stanzette, possono essere ospitati anche i genitori. Qui Noemi potrà dunque contare su un ambiente più familiare e a misura di bambina senza rinunciare alla puntualità delle terapie. Condizioni che faciliteranno la ripresa della piccola anche sul piano psicologico attenuando l'impatto dell'ambiente ospedaliero.
 
Un luogo, quello in cui è ricoverata Noemi, dove potrà dimenticare il rumore di fondo delle apparecchiature deputate al sostegno delle funzioni vitali che l'hanno accompagnata per queste lunghe settimane e piano piano avviarsi alla riabilitazione vera e propria. Noemi ormai da alcuni giorni non solo respira da sola senza più dover ricorrere all'ausilio dell'ossigeno ma si alimenta anche in maniera completamente autonoma. Decisivi passi in avanti sulla via della guarigione compiuti già dalla scorsa settimana, tanto da programmare il trasferimento poi attuato ieri. La decisione è stata assunta dopo una Tac di controllo il cui referto ha confermato i progressi clinici registrati all'esame obiettivo della piccola e fatto scattare il semaforo verde a questo ulteriore, significativo passo sulla strada della guarigione. Una lunga scalata quella di Noemi, diventata ora finalmente meno ripida. Lasciare la Rianimazione per la bambina di 4 anni rappresenta un'ulteriore svolta dopo la prognosi sciolta una settimana fa dai medici riguardo al pericolo di vita. Senza contare il preminente vantaggio di ristabilire il rapporto di vicinanza, anche fisica, con la sua mamma e il suo papà, con i suoi giochi e le sue abitudini. Un luogo più a misura di bambina insomma, quello dove è ora ricoverata Noemi, senza nulla togliere alle puntuali terapie cui è ancora sottoposta. Ad attenderla anche la casetta delle bambole preferite che le è stata regalata al suo compleanno mentre era ancora in rianimazione, durante i primi giorni successivi al ferimento.

Il decorso ospedaliero di Noemi va dunque sempre meglio e propende ora, quasi esclusivamente, sul versante della riabilitazione. Questa fase di transizione dovrebbe durare ancora alcuni giorni e consentirà di intensificare gli esercizi di riabilitazione motoria e di fisioterapia respiratoria che poi saranno protratti per alcune settimane. Quando approderà alla Riabilitazione vera e propria il lavoro sarà mirato alla ripresa della deambulazione autonoma e agli esercizi specifici per il recupero delle massime potenzialità ventilatorie polmonari. Tutto questo nuovo percorso di cure, non necessariamente lunghissimo, sarà filtrato attraverso il gioco. La parte più complessa di questo tragitto riguarda la traumatologia della colonna. La lesione alla vertebra sta calcificando e il corsetto realizzato su misura per lei da ortopedici e bioingegneri è pronto da una settimana. Indossandolo per camminare la bambina potrà ridurre i carichi e lavorare in condizioni di ridotta sollecitazione sull'osso. La riabilitazione del Santobono conta su apparecchiature e tecnologie all'avanguardia in Europa e su uno staff completo di tutte le figure professionali specifiche. Noemi sta recuperando sempre meglio e sempre più velocemente, una rapidità insperata fino a 10 giorni fa. La piccola età e l'organismo sano giocano a suo favore nel riprendere sempre più rapidamente tutte le funzioni. Esistono ancora esiti cicatriziali delle brutte ferite subite ai polmoni ma tutto procede per il meglio.

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