Napoli, domenica al Parco Troisi: flash mob per salvare il laghetto di San Giovanni

Domenica 20 Ottobre 2019 di Alessandro Bottone

Cittadini, associazioni e politici in campo per chiedere la restituzione del laghetto del parco pubblico Massimo Troisi di San Giovanni a Teduccio, nella zona orientale di Napoli. Durante il flash mob di questa mattina i partecipanti hanno simbolicamente versato dell’acqua nella vasca ormai a secco da anni e riempita soltanto dalle forti piogge.

La questione è nata in seguito alla delibera di giunta del Comune di Napoli che parla di riconversione del laghetto in spazio per le attività sportive. Una proposta per nulla condivisa da tanti residenti e che ha scatenato non poche polemiche specie per il degrado e l’abbandono che caratterizzano la periferia orientale della città da tempo e, in particolare, per le condizioni in cui versa il parco Troisi. Non solo l’invaso svuotato ma anche alberi abbattuti e diverse aree verdi inibite al pubblico, così come gli stessi servizi igienici vandalizzati. Distrutti anche diversi lampioni e il sistema di videosorveglianza. Inciviltà alle stelle secondo i frequentatori del polmone verde a due passi dal Bronx di Napoli Est sulle cui facciate sono nate le opere di street art di Jorit e con queste una maggiore attenzione alla esigenza di rigenerazione di tutta l’area.
 

 

Dopo le polemiche dei giorni scorsi, ieri l’assessore al verde del Comune di Napoli, Ciro Borriello, dopo aver incontrato cittadini e associazioni di Napoli Est, ha dichiarato in un videomessaggio su Facebook che «il laghetto non si tocca». Borriello ha parlato di strumentalizzazioni e ha evidenziato il suo impegno per la riqualificazione del parco. Il progetto esiste ed è finanziato con i fondi del piano strategico della città metropolitana: un milione di euro destinati esclusivamente alla struttura di viale Due Giugno. L’assessore ha tenuto a dire che la successiva fase di progettazione avverrà ascoltando i cittadini e che l’intenzione non è quella di sottrarre il laghetto al parco.

Parole che rassicurano alcuni ma non tutti. Alcuni attivisti e consiglieri del M5S di Napoli, che sottolineano la retromarcia di Borriello rispetto all’atto firmato in estate, hanno chiesto di revocare la delibera di giunta comunale numero 305 di luglio 2019 e di avviare un progetto che punti alla conservazione dello specchio d’acqua del Troisi. Enzo Morreale e Marco Sacco del comitato civico di San Giovanni a Teduccio, dopo aver incontrato l’assessore a Palazzo San Giacomo, sottolineano l’indispensabilità di ripristinare il laghetto: provocatoriamente hanno portato nella vasca l’acqua recuperata dal Sebeto. Pasquale Leone dell’associazione TerradiConfine teme che i tempi possano essere lunghi rispetto a quanto dichiarato dall’esponente della giunta arancione sulla progettazione condivisa.
 


Presente anche Maurizio Fraissinet, biologo e ornitologo, ex presidente dell’ente parco nazionale del Vesuvio, il quale spiega che cementificare il laghetto è una scelta sbagliata per vari ordini di motivi. Innanzitutto perché il laghetto prosciugato rappresenta una ulteriore superficie irradiante che assorbe il calore del sole contribuendo al riscaldamento dell’aria. «Se ci fosse l’acqua questo non avverrebbe» dice Fraissinet che sottolinea anche l’incapacità nella gestione dell’invaso rispetto alle formidabili esperienze di tante città in Europa e nel resto del mondo. L’altro problema secondo l’esperto è quello relativo alla biodiversità: con l’acqua arriverebbero animali di diverse specie, come gli uccelli in migrazione che preferiscono l’acqua dolce a quella del mare. Secondo Fraissinet bisogna rispettare la progettazione architettonica che, appunto, prevede la presenza del laghetto. I rospi smeraldini, qualche mese fa, si sono riprodotti proprio nella vasca e molti degli esemplari sono rimasti intrappolati proprio nell’invaso. È Michele Langella a evidenziare la potenzialità dell’idea di creare un’oasi per i rospi, una specie protetta.

Al flash mob intorno al laghetto erano presenti i volontari della rete ZE.T.A., del comitato popolare zona Est e diversi rappresentanti delle istituzioni locali: dalla VI municipalità, al consiglio comunale e della Regione Campania.

Ultimo aggiornamento: 14:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA