Napoli, lavoratori dello spettacolo bloccano il traffico: «Il lavoro non è un favore»

Martedì 23 Febbraio 2021 di Paola Marano
Napoli, lavoratori dello spettacolo bloccano il traffico: «Il lavoro non è un favore»

Sono scesi in piazza, davanti al teatro Mercadante, Stabile di Napoli e luogo simbolo dell’investimento statale nel settore, per chiedere un «tavolo interministeriale con il ministero del Lavoro e il Mibact per una riforma totale del settore». A un anno da quando è calato il sipario a causa della pandemia, attori, tecnici, fonici, maschere e altre maestranze del mondo teatrale, riunite sotto la sigla Coordinamento Arte e Spettacolo Campania, sono tornati a far sentire la propria voce così come è successo in altri 25 luoghi di Italia. Lo hanno fatto ricordando le storie dei loro colleghi che non hanno retto il peso della crisi economica indotta da quella sanitaria. «La condizione dei lavoratori dello spettacolo è molto mal raccontata – ha dichiarato Luca Iervolino, membro del coordinamento e dei SI Cobas Spettacolo - Dire che con 5.000 euro all'anno non si campa e che soltanto il 10-15% del settore ha ripreso a lavorare non fa molto effetto. Sarebbe bene ricordare la storia di Adriano Urso, pianista jazz di Roma, che ha dovuto fare il rider per sopravvivere, ed è morto d'infarto sul lavoro spingendo la sua stessa macchina; e di Omar, un compagno del coordinamento veneto, che a maggio aveva dichiarato che non sarebbe arrivato fino a dicembre, ha poi resistito fino a tre giorni fa, quando è entrato in un capannone e si è sparato un colpo in testa». 

 

Il lavoro non è un favore” e “Le briciole aumentano la fame” si leggeva su alcuni striscioni esposti all’ingresso dello Stabile partenopeo, accompagnati da altri cartelli contro il ministro Franceschini. La protesta si è poi spostata a via Cristoforo Colombo, dove alcuni attivisti hanno bloccato la circolazione all’ingresso del Molo Beverello. Il blocco è poi rientrato in maniera ordinata e i rappresentanti della categoria si sono diretti, senza creare ulteriori disagi, all’Accademia delle Belle Arti per un presidio. I lavoratori hanno chiarito di non chiedere «assolutamente una riapertura tout court nell'immediato, anche e soprattutto per scongiurare il problema della falsa ripartenza che si è verificato a giugno - ha aggiunto Iervolino - Nel momento in cui ci fossero delle restrizioni sul pubblico questo andrebbe a discapito dei piccoli e medi teatri. O si apre per tutti o per nessuno, con protocolli di sicurezza adeguati, e nel frattempo dobbiamo non sopravvivere ma vivere dignitosamente». 

Una condizione di precarietà che incide sulle vite di tante categorie del settore. Non è da meno quella delle maschere teatrali, biglietto da visita per l’accoglienza del pubblico in ogni luogo di spettacolo. «Io e altri miei colleghi siamo venuti qui in rappresentanza del nostro staff che lavora al Mercadante e al San Ferdinando - ha raccontato Maria Francesca Di Costanzo - Siamo 16 lavoratori che vogliono tornare a rendersi utili. Dal punto di vista economico non è facile. Siamo tutte persone dai 23 ai 48 anni e ognuno ha le sue necessità. Viviamo con una cassa integrazione che arriva quando arriva. In questo momento c'è anche un problema psicologico, c'è malessere e desiderio di tornare a lavorare e di rivedere le persone che eravamo abituati ad accogliere. A me mancano tantissimo gli abbonati». 

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E c’è chi per sbarcare il lunario il teatro ha deciso di portarlo in strada. È il caso del regista e attore Andrea Adinolfi con il suo progetto itinerante “Casa Teatro”, un'installazione con tanto di sipario rosso che permette agli artisti di esibirsi in piazze e strade della Campania. «È un’idea nata durante la pandemia – ha spiegato – ossia di costruire una scatola scenica che si accompagnasse con un menù, per dare la possibilità agli artisti di scendere in strada. Su questo menù si possono inserire una serie di microspettacoli e il pubblico che si ferma, con le dovute distanze, dà una offerta a cappello per quello che l’attore fa all’interno». 

Ultimo aggiornamento: 23:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA