Napoli, rione De Gasperi ostaggio del degrado: 94 famiglie vivono in mezzo ai topi e all'amianto

ARTICOLI CORRELATI
di Giuliana Covella

  • 580
«Io sono stata finanche morsa da un topo - dice Angela - figuriamoci i bambini che sono costretti a giocare in mezzo ai rifiuti e all’amianto». Ponticelli, Rione De Gasperi. I pochi residenti rimasti ad abitare quelle case tugurio lo chiamano il «rione fantasma». «Sì, perché le case che hanno sgomberato le hanno murate tutte e noi altri poveri cristi siamo rimasti a vivere in questo degrado», tuona Raffaele Marigliano, 68 anni, che abita nel vecchio appartamento della suocera ed è il portavoce del Comitato formato dalle 94 famiglie che da due anni aspettano di essere trasferite nei nuovi alloggi del Comune in via De Meis. Il primo bando risale al 2004. Poi con un accordo tra Comune, Regione e Iacp nel 2007 si progettarono le tre fasi di intervento: una prima per 57 alloggi, una seconda per altri 101 e una terza per ulteriori 57. Ed è questi ultimi che dovrebbero essere assegnati alle 94 famiglie (anche se gli alloggi sono 57), che convivono tuttora in un rione fantasma dove ci sono abitazioni ormai liberate e murate, ma diventate discariche di rifiuti.
 

Uno scenario paragonabile ad un territorio di guerra, in mezzo al quale giocano i bambini. Per questo si è costituito il Comitato Rione De Gasperi composto dai residenti che vivono in appartamenti pieni di infiltrazioni e topi, tra cui anziani ammalati di cancro, cardiopatici e una bimba di 5 anni ammalata di leucemia. «Ma soprattutto - dice Marigliano - siamo pieni di amianto. Tra gli abitanti delle palazzine sgomberate sono già morte di tumore una trentina di persone, tra cui molti bambini. Cosa aspettano a mandarci via da questo inferno?».
 

Sulla vicenda interviene Assocasa: «l’amministrazione de Magistris ha gestito malissimo la vicenda - accusa Luigi Rispoli, segretario provinciale di Napoli del sindacato inquilini -. Queste famiglie vivono da anni in una situazione di precarietà attendendo di essere trasferiti nei nuovi alloggi, peraltro già pronti da due anni, ma il Comune ha trasformato la felice prospettiva di andare a vivere in alloggi nuovi in un vero e proprio incubo. L’Assocasa ha già chiesto un incontro agli assessori Borriello e Panini, presentando loro un cronoprogramma che garantisca tempi certi circa la conclusione della fase di passaggio ai nuovi alloggi delle ultime famiglie. Se a breve non saremo convocati porteremo la nostra protesta fin sotto le finestre del sindaco, per porre fine ad una vicenda che ha mostrato tutti i limiti della capacità di governo di questa amministrazione».
Domenica 23 Luglio 2017, 19:28 - Ultimo aggiornamento: 24 Luglio, 09:39
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP