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Napoli, morta a 37 anni dopo tre interventi estetici: mistero sul certificato di Vanessa

Martedì 29 Marzo 2022 di Dario Sautto
Napoli, morta a 37 anni dopo tre interventi estetici: mistero sul certificato di Vanessa

Morta dopo tre interventi estetici: c'è il giallo del certificato di morte. Non sarebbe stata ancora redatta la certificazione che attesta il decesso di Vanessa Cella, 37enne di Napoli, morta nella serata di sabato dopo essersi sottoposta a tre interventi chirurgici presso la clinica Santa Maria la Bruna di Torre del Greco. Tramite il loro legale, l'avvocato Enrico Ricciuto, i familiari di Vanessa lamentano anche la mancanza del certificato di morte. Questo perché, secondo quanto riferiscono i parenti della donna, ci sarebbe un «conflitto» tra l'Ospedale del Mare e il personale del 118 intervenuto nella clinica di Torre del Greco per i soccorsi e il trasporto d'urgenza. A Napoli, infatti, Vanessa sarebbe arrivata già morta, come sostengono i medici del pronto soccorso, forse deceduta durante il trasporto in ambulanza. Dunque, al primo sanitario che ne ha constatato il decesso spetterebbe l'accertamento, che potrebbe spostare anche la competenza per l'autopsia tra le Procure di Torre Annunziata (che ha già aperto un fascicolo) e di Napoli.

Una prassi che sta rischiando di far slittare l'esame autoptico, trasformandosi in un giallo, con la famiglia Cella che ha due sole priorità: conoscere le cause della morte di Vanessa e tributarle l'ultimo saluto. Il tutto, però, avverrà nei prossimi giorni. «C'è grande attesa tra i familiari della donna sottolinea l'avvocato Ricciuto in particolare dagli anziani genitori di Vanessa Cella, che al dolore del lutto aggiungono quello di non aver ancora potuto vedere la figlia in quanto la salma resta al momento sotto sequestro». La famiglia Cella, dunque, fa un appello «affinché possiamo abbracciare al più presto Vanessa». Madre di un ragazzo quasi maggiorenne, separata e residente con gli anziani genitori malati che lei stessa accudiva, Vanessa aveva deciso di sottoporsi ad alcuni interventi di chirurgia estetica per sentirsi più bella. Era andata in clinica con un'amica ed aveva accettato di sottoporsi nella stessa giornata a una rinoplastica, ad una liposuzione e ad una mastoplastica additiva. Interventi durati quasi cinque ore e, stando alle parole rese dallo staff medico ai familiari della 37enne, tutti «perfettamente riusciti».

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Purtroppo, però, dall'anestesia Vanessa non si sarebbe mai risvegliata: dopo un collasso e i primi soccorsi, l'ambulanza denunciano i parenti sarebbe arrivata con notevole ritardo per trasportarla all'Ospedale del Mare, dove Vanessa è giunta già priva di vita, stroncata da un arresto cardiaco. Nei prossimi giorni, la Procura di Torre Annunziata procuratore Nunzio Fragliasso, sostituto Andreana Ambrosino disporrà l'autopsia sulla salma di Vanessa, probabilmente su rogatoria della Procura di Napoli. Solo l'esame autoptico potrà stabilire se si sia trattato di una tragica fatalità oppure se i sospetti dei familiari siano fondati.
Nella denuncia sporta ai carabinieri di Torre del Greco, i due fratelli e la sorella di Vanessa hanno spiegato dei ritardi dell'ambulanza e dei sospetti sulla struttura, che secondo loro non era del tutto adeguata ad una rianimazione. «Vanessa stava bene, non soffriva di nessuna patologia ed era stata sottoposta a tutti i controlli di rito prima degli interventi» assicurano i familiari. Nel frattempo, hanno deciso di stringersi attorno ai genitori e al figlio di Vanessa, colpiti dalla tragedia. «Mi hai lasciato un vuoto immenso amica mia scrive l'amica Stefania sui social vorrei svegliarmi e credere che sia stato solo un brutto sogno. Non riesco ad immaginare che non ci sei più, ma nel mio cuore resterai per sempre viva. Spero che ci darai tanta forza da lassù».
 

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