«Non ha inquinato il Giglio», l’unica vittoria del comandante Schettino

di Ciriaco M. Viggiano

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Francesco Schettino, l’ex comandante della Costa Concordia attualmente detenuto nel carcere di Rebibbia, non dovrà scontare alcuna pena per la compromissione dell’equilibrio ambientale dell’isola del Giglio. L’ha deciso la Cassazione dichiarando estinto il reato di distruzione delle bellezze naturali di cui prima il Tribunale di Grosseto e poi la Corte d’appello di Firenze avevano ritenuto colpevole il marittimo metese. All’origine di questo processo bis era sempre la notte del 13 gennaio 2012, quando 32 persone morirono in seguito all’impatto tra la nave da crociera comandata da Schettino e gli scogli al largo dell’isola del Giglio. 

Per quella vicenda l'ex comandante è stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione al termine del processo principale. Il secondo giudizio, invece, riguardava il presunto sfregio che il marittimo metese avrebbe inferto all'ecosistema del Giglio a causa dell'incidente e della permanenza del relitto della nave nelle acque toscane fino al 23 luglio 2014, data della sua rimozione. Per questi fatti il Tribunale di Grosseto, il 22 dicembre 2016, e la Corte d'appello di Firenze, il 15 maggio 2018, aveva condannto Schettino a 5mila euro di ammenda.
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Sabato 6 Aprile 2019, 11:30 - Ultimo aggiornamento: 06-04-2019 13:02
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